
Per la Commissione Ue il criterio del deficit non è soddisfatto dall’Italia e da altri 13 Paesi, tra i quali anche Germania e Francia. Flessibilità su modifiche al Pnrr
L’Ue bacchetta l’Italia sul fronte economico. La Commissione europea ha segnalato che il nostro Paese presenta ancora “squilibri macroeconomici eccessivi”. In particolare l’ente europeo evidenzia che, nonostante alcuni miglioramenti, permangono delle vulnerabilità legate all’alto debito pubblico e alla scarsa crescita della produttività. Tali problematiche si inseriscono in un quadro caratterizzato da un mercato del lavoro fragile e da alcune debolezze nei mercati finanziari con rilevanza transfrontaliera. Lo afferma l’esecutivo europeo nel pacchetto di primavera.
Per la Commissione Ue il criterio del deficit non è soddisfatto dall’Italia e da altri 13 Paesi, tra i quali anche Germania e Francia. Il criterio del debito non è soddisfatto da Francia, Italia e Finlandia.
La Commissione Ue raccomanda inoltre all’Italia di “garantire una governance efficace e rafforzare la capacità amministrativa, in particolare a livello subnazionale, per consentire un’attuazione continua, rapida e costante del Piano per la ripresa e la resilienza“. Sul Pnrr il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni ha aggiunto. «Ad oggi non ci sembra ci siano stati ritardi significativi nel Pnrr italiano. Stiamo ultimando la nostra valutazione sulla terza rata ma questo non significa che il piano in sé sia in ritardo. Quello che noi chiediamo con forzo è uno sforzo, perché sappiamo che la parte più difficile del piano arriverà, non solo per l’Italia. Abbiamo bisogno di un forte impegno, in particolare se il piano verrà modificato. Siamo disponibili a discuterne in modo flessibile e costruttivo ma questo deve essere fatto quanto prima».
Per quanto riguarda la riforma fiscale la Commissione Ue chiede di “ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e rendere più efficiente il sistema tributario adottando e attuando debitamente la legge delega sulla riforma fiscale, preservando la progressività del sistema tributario“.
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