
“Le famiglie italiane sono ormai da anni attori indispensabili del welfare”
Nelle famiglie italiane sempre più spesso sono presenti figure lavorative che, in alcuni casi come quello delle badanti, erano sconosciute. Colf e badanti, infatti, sempre più spesso arrivano a far parte del nucleo familiare grazie ad un rapporto di fiducia reciproco che, però, da un punto di vista normativo, dev’essere anche regolato da un contratto. Da questo punto di vista il ruolo datoriale delle famiglie italiane risulta essere particolarmente efficiente dal momento che si presta grande attenzione nella gestione di colf e badanti. Ad anticiparlo è anche il quinto rapporto annuale DOMINA sul lavoro domestico 2023 che ha preso in considerazione circa 20.000 rapporti di lavoro.
Ebbene l’analisi evidenzia l’aumento progressivo dei contratti a tempo indeterminato che nel tempo sono passati da una durata media di 46 mesi (2012) a 119 (2022), sfiorando, quindi, i 10 anni. Diversa, invece, la situazione dei contratti a tempo determinato che hanno invece una durata media di 7,7 mesi invece dei circa 9 mesi del periodo 2012-2016. Contratti che si chiudono il più delle volte (52%) con il licenziamento del lavoratore e solo nel 26% per le sue dimissioni.
Per quanto riguarda i pagamenti il bonifico avviene solo nel 27% dei casi con il contante che resta ancora in cima alle preferenze (38%), mentre quasi un terzo delle famiglie non ha un metodo fisso (32%). Sul fronte dei contratti, poi, il giorno di riposo, se a scelta, risulta spesso il giovedì (19%) mentre il sabato è l’opzione solo nel 10% dei casi.
Commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA «Le famiglie italiane sono ormai da anni attori indispensabili del welfare, gestendo a proprie spese servizi vitali quali la cura della casa o l’assistenza a bambini e anziani. Il settore è ancora caratterizzato da una forte presenza informale, che rappresenta un rischio sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, oltre che un mancato gettito per lo Stato».
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