
L’azienda ha concesso ai dipendenti di poter lavorare dove vogliono, con chi vogliono, e quando vogliono per due settimane l’anno
I dipendenti dell’agenzia di marketing digitale Studio Cappello di Wmr Group sono stati pionieri di una nuova forma di smart working, definita “remote working estremo”.
L’azienda ha sostanzialmente concesso loro di poter lavorare dove vogliono, con chi vogliono, e quando vogliono per due settimane l’anno. A condizione – perché una condizione è stata posta – di avere una connessione internet stabile, e perseguire i propri obiettivi con scrupolo e responsabilità.
E, i dipendenti con una decisione di gruppo hanno scelto di provare quest’esperienza su un’isola come Tenerife. Un progetto sperimentale che, insieme a strategie e piano dedicati alle persone, è valso all’azienda il riconoscimento internazionale “Great place to work”.
“Abbiamo lavorato una settimana piena in full remote da Tenerife – raccontano i lavoratori – alla settimana di lavoro abbiamo collegato due weekend (prima e dopo) quindi di fatto siamo stati via una decina di giorni. Eravamo un gruppo di nove persone, misto maschi e femmine, dai 25 ai 36 anni. Nel gruppo c’erano persone di vari team interni a Wmr Group; colleghi di vari reparti che avevano deciso di condividere l’esperienza del lavoro da remoto. Abbiamo convissuto tutti nello stesso appartamento, con piscina condominiale, e a pochi passi dalle spiagge”.
L’azienda ha permesso di utilizzare altri benefit oltre allo smart working, come l’orario flessibile, potevano iniziare e finire la giornata lavorativa rispettando impegni presi e progetti, e l’orario ridotto fino a 36 ore ma con stipendi a 40.
Tutto è reso possibile grazie al piano work-life balance: riduzione delle ore lavorative settimanali a pari retribuzione; venerdì pomeriggio libero per chi è in azienda da più di tre anni; fasce di flessibilità per inizio e termine dell’attività lavorativa; congedo di paternità aggiuntivo; giornate in smart working, e appunto il full smart working everywhere per due settimane all’anno per permettere a chi vuole di lavorare in viaggio.
(foto SHUTTERSTOCK)