
Questo calo è determinato da un decremento del 2,7% del mercato interno e da un incremento dello 0,4% dell’export
Risultano in calo le vendite nella filiera legno-arredo italiana. Nel primo trimestre sono risultate pari a 2,5 miliardi di euro, in contrazione dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2022. Questo calo è determinato da un decremento del 2,7% del mercato interno e da un incremento dello 0,4% dell’export. È quanto emerge dal Monitor elaborato dal Centro studi di FederlegnoArredo su un campione rappresentativo di aziende, seconco cui si tratta del primo segno negativo dopo due anni di crescita.
Entrando nel dettaglio il macrosistema arredamento, che costituisce oltre il 60% delle vendite totali, mostra un aumento del 3,2%. Questa crescita risulta positiva sia nel mercato nazionale (+5,3%) che nell’export (+1,3%). Tuttavia, è importante sottolineare che questo incremento è più influenzato dall’aumento dei prezzi piuttosto che da un reale aumento dei volumi di vendita.
Situazione diversa per il macrosistema legno con -10,5% rispetto allo stesso trimestre 2022; -12,4% per le vendite nel mercato nazionale e -4,7% nell’export.
Le previsioni per l’intero 2023, sempre secondo il Monitor di FederlegnoArredo, sono di un -0,6% per il dato complessivo della filiera, poco sotto i livelli 2022 con un export a +0,3% e l’Italia a -1,2%. Per quanto riguarda il macrosistema arredamento, le previsioni parlano di un +2,8% totale, mentre è negativa la previsione per il macrosistema legno, con un -5,9% complessivo. «Dati che evidenziano come il 2023 sarà un anno complicato per il nostro settore e che confermano il rallentamento avviato già a fine 2022 – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin. – Adesso il vero interrogativo è capire se nei prossimi mesi potremo parlare ancora di semplice rallentamento, direi fisiologico dopo due anni di risultati eccezionali, oppure dovremo parlare di brusca frenata».
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