
Sul tavolo Opzione donna e quota 103 che scadranno a fine anno
Oggi giornata calda sul fronte delle pensioni: riparte il confronto tra governo e parti sociali. A partire dalla mattinata il ministro del Lavoro, Marina Calderone, incontrerà prima le associazioni datoriali e a seguire i sindacati per discutere degli interventi che dovranno entrare in vigore dal prossimo anno. A fine 2023 scadrà quota 103 (62 anni e 41 anni di contributi), misura introdotta dal governo Draghi e riconfermata per quest’anno dal nuovo esecutivo.
E il governo dovrà decidere cosa fare per il 2024. Ma si fa strada l’ipotesi che l’esecutivo voglia riconfermare per un altro anno Quota 103, soluzione meno costosa rispetto a Quota 41. L’idea dell’uscita anticipata dal lavoro con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, è stata infatti per il momento accantonata a causa della mancanza di coperture. L’obiettivo è di definire la griglia di interventi da inserire in manovra ma anche in un orizzonte temporale più lungo che abbracci l’intera legislatura in una prospettiva strutturale.
Altro nodo da sciogliere è quello di Opzione donna, prorogata per tutto il 2023, che consente l’uscita anticipata con il ricalcolo contributivo dell’assegno. La legge di bilancio 2023 ha limitato la possibilità solo ad alcune categorie di lavoratrici ma i sindacati chiedono di ripristinare i requisiti originali della misura.
Altro tema sul tavolo la pensione di garanzia per le nuove generazioni. Infine il potenziamento dei fondi complementari e il Tfr. Il governo potrebbe optare per un alleggerimento della tassazione e i sindacati chiedono di avviare una nuova fase di “silenzio-assenso” per destinare il Tfr alla previdenza complementare.
Oggi il ministro del Lavoro dovrà dunque chiarire qual è il perimetro all’interno del quale è possibile muoversi.
FOTO: ANSA
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