
A giugno l’Istat stima un aumento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 105,1 a 108,6); invece, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra una flessione passando da 108,6 a 108,3
A giugno in Italia cala la fiducia delle imprese ma migliora quella dei consumatori. In particolare l’Istat ha stimato un aumento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 105,1 a 108,6 punti, valore massimo da febbraio 2022, dato che risulta anche superiore ai 105.5 punti attesi dagli analisti. Andando nello specifico di tutte le serie che compongono l’indice, il clima economico e il clima futuro aumentano decisamente (rispettivamente da 119,8 a 127,6 e da 112,6 a 118,4); il clima personale e quello corrente crescono in modo più contenuto passando, rispettivamente, da 100,1 a 102,2 e da 100,0 a 102,0 punti.
«Dati positivi, ma pesa l’effetto vacanze! La voglia di ferie degli italiani, come successo in aprile, ha certo contribuito a sostenere l’ottimismo dei consumatori. Ma temiamo si tratti di una dato effimero destinato presto a sfumare – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – In ogni caso, per ora gli indici sono favorevoli, soprattutto perché migliorano non solo le attese e i giudizi sulla situazione economica dell’Italia ma anche quelli della famiglia. Unico peggioramento è per l’opportunità attuale di risparmio».
Invece l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra una flessione passando da 108,6 a 108,3 punti, segnando una diminuzione per il secondo mese consecutivo e posizionandosi sul livello più basso dallo scorso dicembre. Più in dettaglio l’indice di fiducia cala nel comparto manifatturiero (da 101,2 a 100,3), nei servizi di mercato (da 104,0 a 103,7) e nel commercio al dettaglio (da 111,4 a 110,5). In controtendenza, nelle costruzioni l’indice sale da 159,4 a 162,5 punti.
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