
Pfizer interromperà gli studi sul lotiglipron, la pillola per dimagrire, sulla base dei dati emersi nella fase 1 dei test clinici e delle misurazioni di laboratorio che alimentano le preoccupazioni per la sicurezza
Il 2022 è stato un anno irripetibile nella storia di Pfizer, che per la prima volta ha sfondato il tetto dei 100 miliardi di ricavi raggiungendo i 100,33. Una crescita di ben 19 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, accompagnata da un utile altrettanto ricco: 31,37 miliardi di euro rispetto ai 21,97 del 2021 che fa balzare Pfizer al primo posto mondiale nella classifica per fatturato dei gruppi farmaceutici. Ma numeri come questi non saranno più raggiungibili a breve: per il 2023 si prevede una contrazione del fatturato del 30% e del 50% dell’utile.
Il motivo è semplice: la salita e la discesa della società sono divuti entrambi al Covid. La vendita dei vaccini in piena era pandemica ha fatto schizzare il bilancio. Nel 2022 è da lì che è arrivata più della metà degli incassi, con un fatturato di 56,7 miliardi di dollari diviso fra vaccini (37,80 miliardi di dollari) e pillola anti-virale (18,9 miliardi di dollari). Ma nel 2023 secondo le previsioni questo fatturato si dimezzerà, scendendo a 21,5 miliardi di dollari, di cui 13,5 dai vaccini e 8 dalle pillole proprio perché ormai l’emergenza si è spenta.
E così Pfizer si è buttata sul business del dimagrimento: ha fiutato l’affare sfidando colossi quali Novo Nordisk ed Eli Lilly nel mercato dei trattamenti per l’obesità, stimato in crescita fino a oltre 100 miliardi di dollari nei prossimi anni. Ma al momento non gli è andata affatto bene visto che ha deciso di interrompere gli studi sul lotiglipron, la pillola per perdere peso, sulla base dei dati emersi nella fase 1 dei test clinici e delle misurazioni di laboratorio, che alimentano le preoccupazioni per la sicurezza. Ed il titolo è crollato in Borsa.
FOTO: ANSA