
Da parte dei consumatori, invece, sembrano essere particolarmente considerate le tematiche riguardanti sostenibilità, lavoro eque e materiali riciclati
Buone notizie per il settore fashion & luxury particolarmente gradito ad investitori e operatori finanziari. Un settore che, a quanto pare, non sembra conoscere crisi e che, attualmente, può avvantaggiarsi anche del ritorno alla normalità delle quotazioni degli energetici e del prezzo delle materie prime. A sintetizzare il quadro è l’ottava edizione del report del Global Fashion & Luxury Private Equity and Investors Survey 2023 di Deloitte che analizza trend e operazioni di m&a del mercato del lusso.
Il primo risultato che si nota è quello di un aumento generalizzato di tutti, o quasi, i comparti. In particolare, primo della lista, il personal luxury goods con un +22,8%, mentre gli altri oscillano intorno al +20,1% anno su anno nel paragone tra il 202 e il 2021. La crescita maggiore si ha in Europa (+25 deal vs 2021) e dal Middle East (+5) mentre il Nord America vede un calo generalizzato (-12).
Da parte dei consumatori, invece, sembrano essere particolarmente considerate le tematiche riguardanti la sostenibilità, i prodotti ottenuti attraverso pratiche di lavoro eque e materiali riciclati o riciclabili. Per questo motivo le aziende danno la preferenza allo sviluppo di modelli di business circolari e all’implementazione dell’usato. Contemporaneamente, poi, avanzano anche strategie che prendono in considerazione nuovi canali, come un aumento della presenza del brand nel mondo dell’online, e soluzioni tecnologiche come l’adozione di Nft.
«Dopo l’impatto della pandemia di Covid-19, il settore del lusso ha mostrato di nuovo grande resilienza a fronte di nuove sfide legate a un quadro macroeconomico e geopolitico incerto. Tuttavia, il trend di crescita prosegue e il settore si conferma tra i più attrattivi per gli investitori, spinto anche dall’attenuazione di alcune problematiche che si sono presentate nell’ultimo periodo come inflazione, costo delle materie prime e difficoltà relative alla supply chain», afferma Elio Milantoni, partner Deloitte.
Gli fa eco Tommaso Nastasi, partner di Deloitte. «Digitalizzazione e sostenibilità sono ormai fattori imprescindibili: sempre maggiore attenzione viene riservata da parte dei consumatori alla selezione di prodotti realizzati in maniera responsabile. Al contempo le aziende del lusso sono consapevoli che, per intercettare sempre fasce di clientela tra le nuove generazioni, è necessario tenere il passo con l’innovazione tecnologica e con i nuovi linguaggi che vengono adottati. Per questo motivo ci si aspetta, da parte loro, una sempre maggiore presenza digitale».
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