
Tra i provvedimenti ci sarebbero nuove regole sulla profilazione dei clienti per le compagnie aeree
Da oggi pomeriggio a Palazzo Chigi è in svolgimento l’ultimo consiglio dei ministri prima della pausa di agosto. Nella bozza del decreto approvato sono presenti diversi provvedimenti che vanno dal caro-voli al riordino del settore taxi passando per il tetto ai compensi annuali dei dipendenti pubblici. In particolare tra i primi provvedimenti ai quali è arrivato l’ok ci sarebbe la deroga al tetto dei compensi gli esperti che lavorano alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Provvedimenti anche per il caro voli e i taxi.
Nel primo caso, quello delle tariffe nazionali dei voli è stato inserito un articolo sulle pratiche commerciali scorrette con il tentativo di calmierare e soprattutto regolare l’uso degli algoritmi che stabilivano i prezzi da applicare alla clientela. Nello specifico è stata vietata la fissazione dinamica delle tariffe parte delle compagnie aree.
C’è poi la definizione di “pratica commerciale scorretta” che sarà applicata all’uso della profilazione web dell’utente come strumento da parte delle compagnie aeree. In particolare, poi, queste ultime sull’uso di strumenti di profilazione.
Per i taxi è esclusa invece l’ipotesi di cumulabilità delle licenze definitive. La stessa contestata dalle categorie di tassisti. In altre parole le città metropolitane, i capoluoghi e i Comuni sede di aeroporti internazionali potranno bandire concorsi straordinari fino a un incremento del 20% rispetto alle licenze esistenti.
Previsti poi incentivi per l’acquisto di taxi come il raddoppio dell’ecobonus, stesso beneficio riconosciuto agli NCC.
Dall’incontro tra le sigle sindacali dei tassisti ei i vertici del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dei Trasporti, incontro che si è concluso poco prima del Cdm, i tassisti avevano dichiarato la loro contrarietà alle misure presenti nella bozza del decreto.
In particolare le associazioni di categoria hanno denunciato di non essere mai state interpellate per la creazione delle norme di riordino del settore. Secondo quanto dichiarato da Unica CGIL tramite comunicato «Questo decreto così fatto non deve essere convertito in legge. Sciopero generale e mobilitazione sarà la nostra risposta. Le leggi vigenti già consentono ai sindaci di intervenire sugli organici nonché di migliorare ed efficientare i servizi».
FOTO: ANSA/FRANCESCO SAYA /