
A zavorrare la competitività ci sono anche le tempistiche di realizzazione, troppo lunghe in UE
Secondo una ricerca di Enel Foundation assieme a The European House Ambrosetti intitolata “Filiere strategiche per la transizione energetica Roadmap industriale per l’Europa e l’Italia” emerge un paradosso di difficile soluzione.
I target fissati dall’Unione Europea per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e decarbonizzazione prevedono l’uso di filiere produttive che sono presenti per lo più in in Cina. Uno svantaggio competitivo che si traduce anche in costi aggiuntivi per elementi fondamentali come i pannelli fotovoltaici, le batterie e le pompe di calore i cui costi sono più alti nell’Ue che in Cina.
Tradotto in numeri si parla di qualcosa come un +47% per le spese in conto capitale nel caso di una nuova gigafactory per batterie e +33% di costo nella produzione di batterie. A questo si aggiunga anche il prezzo dell’energia per l’industria che in Europa è superiore del 45% rispetto alla Cina. A zavorrare ulteriormente la competitività dell’Ue sono anche le tempistiche di produzione. Per realizzare un impianto di pannelli in Europa servono da 20 a 40 mesi in Cina non si va oltre i 2 anni al massimo.
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