
Parlerà Powell, ma soprattutto e Lagarde intervenire a Parigi a un convegno sulla transizione energetica
Il più importante avvenimento macro della prossima settimana è sicuramente venerdì, con l’inflazione dell’Eurozona, attesa in deciso rallentamento sia nella componente principale (al 4,5% dal 5,2% per gli economisti e al 4,4% per il mercato swap) che in quella base (al 4,8% dal 5,3%).
Sull’inflazione core verrà meno l’effetto positivo derivante dal confronto con il taglio dei trasporti pubblici in Germania nel periodo giugno-agosto 2022. A meno di forti sorprese al rialzo, il dato dovrebbe confermare l’idea di una fine del ciclo dei rialzi dei tassi della Bce.
Come ricorda l’Agi, tra gli altri dati macro in Eurozona verrà pubblicato, lunedì, l’indice Ifo tedesco sulla fiducia delle imprese e si vedrà se confermerà i segnali di lieve miglioramento giunti la scorsa settimana dagli indici Pmi. Anche per l’Ifo bisognerà monitorare con attenzione le sottocomponenti, in particolare quella relativa alle aspettative sui prezzi, che tipicamente anticipa l’andamento dell’inflazione di circa 6 mesi.
Oltreoceano, martedì avremo la fiducia dei consumatori, mercoledì ci saranno gli ordini di beni durevoli, giovedì i consueti dati sulle nuove richieste di sussidi ed, infine, venerdì il dato sul deflatore Pce, ovvero la misura d’inflazione maggiormente monitorata dalla Fed, sebbene rappresenti un dato “ritardato”.
Da tenere sotto osservazione anche il dato sull’inflazione della città Tokyo che è un anticipatore dell’evoluzione dei prezzi al consumo in Giappone.
Relativamente alle banche centrali, non mancheranno i discorsi di diversi banchieri, in particolare per quanto riguarda la Fed, parlerà giovedì il presidente Powell, che però avendo già detto la sua mercoledì scorso, difficilmente avrà della cose nuove da dire.
Venerdì invece toccherà alla presidente Christine Lagarde intervenire a Parigi a un convegno sulla transizione energetica.
(foto SHUTTERSTOCK)