
E’ la più grande operazione industriale nel settore degli idrocarburi da due decenni a questa parte
La conferma è finalmente arrivata. ExxonMobil compra Pioneer Natural Resources e lo fa mettendo sul piatto 55,4 miliardi di dollari complessivi. E’ quanto riporta il Wall Street Journal, secondo cui si tratta della più grande operazione industriale nel settore degli idrocarburi da due decenni a questa parte.
L’intesa è stata raggiunta per 253 dollari ad azione, un valore per Pioneer superiore del 7% rispetto a quello in chiusura dei mercati nella giornata di ieri.
Con un’operazione di questa portata, Exxon Mobil conclude la sua più grande acquisizione dai tempi della fusione con Mobil nel 1998 e amplia la sua presenza in una delle regioni più redditizie del bacino petrolifero statunitense.
Pioneer è il terzo produttore di petrolio nel bacino del Permiano dopo Chevron Corp e ConocoPhillips. Quel bacino, che si estende attraverso parti del Texas e del Nuovo Messico, è il più ambito dall’industria energetica statunitense a causa del suo costo relativamente basso per estrarre petrolio e gas. L’azienda con sede a Dallas è guidata dal veterano del settore Scott Sheffield, che ha dichiarato che andrà in pensione alla fine di quest’anno e gli succederà il suo direttore operativo Richard Dealy.
Exxon aveva registrato lo scorso anno profitti record, pari a 55,7 miliardi di dollari, grazie all’impennata dei prezzi di gas e petrolio seguita all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Exxon è balzata così al quarto posto tra le più grandi società sul mercato azionario statunitense, dopo Apple, Microsoft e Alphabet.
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