
Circa due terzi del comitato hanno indicato che sarebbe necessario un ulteriore aumento entro la fine dell’anno
Secondo quanto risulta tra le minute dell’ultima riunione della Federal Reserve, i funzionari della banca centrale statunitense ritengono che la politica “restrittiva” rimarrà in vigore fino a quando l’inflazione non si sarà attenuata.
Questa, in estrema sintesi, la prima conclusione a cui si giunge dando una lettura dei verbali della riunione di settembre, durante la quale i componenti del FOMC, il braccio operativo della Fed, si sono divisi sule prossime decisioni circa un ulteriore aumento. Unica certezza: i tassi dovrebbero rimanere elevati finché non ci saranno chiari segni che convinceranno i vertici dell’istituto di un trend inflattivo rivolto verso quel 2% più volte auspicato.
Sempre secondo quanto rivelato dal documento tutti i membri del Comitato federale concordavano di dover “procedere con cautela” sulle decisioni future considerando i dati in arrivo piuttosto che un qualsiasi percorso preimpostato.
Tuttavia, analizzando le aspettative dei singoli membri, circa due terzi del comitato hanno indicato che sarebbe necessario un ulteriore aumento entro la fine dell’anno. Da marzo 2022 il FOMC ha alzato il tasso di interesse 11 volte, portandolo nel range del 5,25%-5,5%, il livello più alto in 22 anni.
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