
A settembre l’inflazione in Argentina si attesta al 12,7% a livello mensile e al 138% su annuo
Diventa più restrittiva la politica monetaria in Argentina. La Banca centrale ha decisio di alzare oggi il tasso di interesse di riferimento del paese al 133% dal 118% precedente. Questo dopo che i dati sull’inflazione sono stati peggiori del previsto, 10 giorni prima che gli elettori si rechino alle urne per scegliere un nuovo presidente in un contesto di crisi. aggravamento della crisi economica.
A settembre l’inflazione si attesta al di sopra delle aspettative al 12,7% mensile e al 138% annuo, peggiorando l’impennata dei prezzi che ha indebolito salari e risparmi e ha spinto due persone su cinque in Argentina al di sotto della soglia di povertà.
L’Argentina non vedeva un’inflazione così elevata da circa trent’anni. Con il triste risultato che due argentini su cinque vivono oggi al di sotto della soglia di povertà a causa dell’iper-inflazione. Secondo i dati ufficiali, in particolare, l’indice di povertà aumenta notevolmente tra le fasce di età più giovani. In Argentina è povero il 56,2% dei bambini tra 0 e 14 anni e il 46,8% dei giovani tra i 15 e i 29 anni.
Tutto questo, come dicevamo, mentre il Paese si prepara a votare per le elezioni generali previste per il prossimo 22 ottobre. Gli elettori sceglieranno chi succederà al presidente uscente di sinistra Alberto Fernandez, con il libertario radicale Javier Milei visto come il favorito a causa del suo sorprendente primo posto alle primarie di agosto.
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