
Nel giro di poche ore, sono intervenuti sul tema i Giovani industriali, che propongono piccoli reattori, il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica e (ovviamente) il vice ministro Salvini
Ferve il dibattito sul nucleare italiano. “Dobbiamo utilizzare tutte le fonti energetiche” e «dire di no pregiudizialmente all’energia nucleare significa dire di no al progresso, al futuro e all’ecosostenibilità: non possiamo precluderci nessuna fonte energetica dopo che abbiamo faticato due anni per renderci indipendenti dalle forniture russe» ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini (nella foto a sx) intervenendo al Villaggio Coldiretti a Roma.
“Chi dice solo elettrico, tutto elettrico, trattori elettrici non capisce una beneamata fava, fa solo un vantaggio alla Cina”, aggiunge Salvini. “Il green è bello se accompagnato dal buon senso. La sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con la sostenibilità economica e sociale”, sottolinea Salvini, che non è nuovo a dichiarazioni di questo tenore.
Oggi è intervenuto anche il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, aprendo i lavori del 38esimo convegno di Capri: “Dai referendum del 1987 e del 2011 è cambiato quasi tutto. Sono evolute le tecnologie, la sicurezza e l’efficienza degli impianti. E se tutto cambia, non possiamo restare fermi. Le nuove tecnologie spingono verso reattori di piccola taglia e micro-reattori. Piccoli, modulari, direttamente utilizzabili nelle aree industriali che diventerebbero, cosi’, energeticamente indipendenti. Il governo ha mostrato apertura con la “Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile”. Ora agiamo, partendo dal dialogo con i cittadini, per superare paura e pregiudizi. L’Italia e le sue aziende hanno il know how per fare bene“.
Infine, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin (nella foto a dx), a chi gli chiedeva se, come ha proposto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, è prevista in tempi brevi la realizzazione di una centrale nucleare a Milano, ha risposto: “Sono considerazioni di futuro, non faccio il mago, non so quando avremo questa condizione”.
“Vedo molto probabile, molto più serio, ancora prima delle centrali, le cosiddette small reactor e vedo il sistema delle imprese pronte per acquisire le small reactor. Sarà qualcosa di molto diverso rispetto al passato, anche la produzione energetica cambia“, ha aggiunto il ministro, a margine di un convegno nella sede di Confcooperative Emilia-Romagna a Bologna.
Quanto alla scelta di Milano come sede per la nuova infrastruttura, Pichetto Fratin ha risposto: “Se si vuole fare la centrale, ognuno valuti quello che è. È una questione di preferenze, ognuno ha le sue”.