
L’associazione di consumatori chiede che, durante le partite, non siano più trasmessi spot che invitano a scommettere
Dopo la bufera che ha travolto alcuni giocatori, il Codacons ha chiesto “l’immediato stop agli spot televisivi sulle scommesse durante le partite di calcio in TV, pubbliche e private, mettendo fine ad un sistema pericolosissimo soprattutto per i più giovani”.
«Al di là dei profili disciplinari e legali, quello che preme alla nostra associazione è sottolineare che la ludopatia, o malattia da gioco, è una vera e propria patologia in grado distruggere delle vite e delle famiglie, e che non deve mai essere sottovalutata, perché si insinua nella mente delle persone fino a fargli perdere totalmente il controllo – denuncia il presidente del Codacons, avvocato Marco Donzelli -. Da anni ci battiamo per informare giovani e ragazzi circa i rischi delle scommesse online e del gioco d’azzardo, ma costantemente vengono bombardati da spot televisivi sempre in onda durante le partite di calcio, che invogliano i giovani a giocare e spendere soldi».
Le dichiarazioni dell’agente Fabrizio Corona sul coinvolgimento di alcuni big del calcio nel mondo delle scommesse, ha fatto riaccendere i riflettori su una realtà importante. Il volume di denaro sul gioco d’azzardo legale in Italia (non solo sport, dunque, ma anche ad esempio giochi come poker e black jack) è salito dai 111,17 miliardi di euro registrati nel 2021 (+21% rispetto all’anno precedente) ai 135-140 miliardi di euro stimati per il 2022, con “previsioni ulteriori di salita”. E si fa riferimento solo alle scommesse legali.
Come spiega l’agenzia Dire, in questo contesto, sempre nel 2021 e sempre in Italia, la mole investita nelle scommesse sul calcio (serie A e ma anche minori) è aumentata di sei volte rispetto al 2006, e ha toccato gli 11,8 miliardi di euro. Il calcio (che a livello mondiale rappresenta il 73% dell’intera torta di scommesse sportive) genera un gettito erariale nel Belpaese di 303 milioni per le casse dello Stato. Il tennis, secondo sport nazionale, non supera i 61,4 milioni.
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