
La segretaria al Tesoro Usa ha parlato all’Eurogruppo, al quale partecipa nel quadro del dialogo transatlantico
«Il sostegno all’Ucraina resta la principale priorità per gli Usa e la Ue» ha esordito la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen nel suo intervento iniziale alla riunione dell’Eurogruppo alla quale partecipa nel quadro del dialogo transatlantico. Il sostegno finanziario all’Ucraina è uno dei temi al centro dell’incontro: altri temi sono l’utilizzo degli asset russi congelati dalle sanzioni (è una discussione in sede G7), lo sforzo di cooperazione per rafforzare la crescita, la cooperazione sulla sicurezza energetica. Il secondo “cruciale” terreno di collaborazione ha aggiunto Yellen, riguarda le relazioni con la Cina.
LEGGI ALTRI ARTICOLI SUL RAPPORTO USA CINA
Yellen ha ribadito che tra Ue e Usa c’è sintonia sulla strategia del “de-risking” alternativa alla strategia del “decoupling” verso la Cina (riduzione del rischio/separazione). Sulla collaborazione Ue-Usa per rafforzare la crescita, la segretaria al Tesoro Usa ha citato le discussioni europee sulle regole di bilancio augurandosi che “l’accordo finale incentivi adeguatamente livelli di debito sostenibili e consenta anche di far crescere gli investimenti”.
Bene anche l’adeguamento europeo alla visione americana della difesa degli interessi di sicurezza nazionale in relazione agli investimenti in uscita di tecnologie sensibili nelle relazioni con la Cina. «Ci stiamo concentrando sull’adozione di azioni mirate per salvaguardare i nostri interessi di sicurezza nazionale – e quelli dei nostri alleati – e proteggere i diritti umani. Il nostro lavoro sugli investimenti in uscita è una misura chiave. Il presidente Biden ha emesso un ordine esecutivo che affronta alcuni investimenti in uscita in tecnologie sensibili: semiconduttori e microelettronica, tecnologie dell’informazione quantistica e intelligenza artificiale. Ma come per molti dei rischi che affrontiamo, le preoccupazioni che hanno informato questo approccio non riguardano solo gli Stati Uniti. Abbiamo rilasciato una dichiarazione congiunta costruttiva al riguardo la scorsa primavera e non vediamo l’ora di sostenere gli sforzi della Commissione europea per continuare a esaminare la questione e determinare i prossimi passi entro la fine di quest’anno», ha detto Yellen.
A breve, il 20 ottobre ci saranno ulteriori sviluppi nel vertice bilaterale Ue-Usa a Washington. Tuttavia tra le due sponde dell’Atlantico ci sono posizioni diverse su altri aspetti della politica commerciale: da un lato Bruxelles appare incline a formare una specie di club dell’acciaio e dell’alluminio per contrastare le importazioni dalla Cina sussidiate dallo stato e con standard ecologici inferiori a quelli europei (in previsione di definire dei dazi), dall’altro lato non può accettare la richiesta americana di esentare le esportazioni in Europa dalla “carbon tax”.
Come ricorda Radiocor, due settimane fa la Commissione europea ha pubblicato una raccomandazione con la quale ha definito quattro settori tecnologici che si ritiene abbiano un’elevata probabilità di presentare i rischi più sensibili e immediati connessi alla sicurezza tecnologica e alla fuga di tecnologie sensibili.
Si tratta dei semiconduttori avanzati (microelettronica, fotonica, chip ad alta frequenza, apparecchiature per la fabbricazione di semiconduttori); delle tecnologie di intelligenza artificiale (calcolo ad alte prestazioni, cloud computing ed edge computing, analisi dei dati, visione artificiale, trattamento del linguaggio, riconoscimento degli oggetti); delle tecnologie quantistiche (calcolo quantistico, crittografia quantistica, comunicazioni quantistiche, rilevamento quantistico e radar quantistico); delle biotecnologie (tecniche di modificazione genetica, nuove tecniche genomiche, gene drive, biologia sintetica).
Bruxelles rifiiuta di indicare che si tratta di uno strumento riservato alla Cina, ma questo è l’obiettivo evidente (o prevalente). Gli stati dovrebbero entro la fine di quest’anno valutare collettivamente i rischi per questi quattro settori.
Batterie: Ue a rischio dipendenza Cina
In ogni caso, sulle relazioni con la Cina nella Ue ci sono molte distinzioni tra le posizioni dei diversi paesi, basti pensare alla stessa decisone comunitaria di aprire un’ichiesta anti-sussidi sulle importazioni di auto elettriche: si temono, in particolare in Germania fortemente esposta nella produzione auto in Cina, eventuali contromisure cinesi.
Yellen ha parlato anche del lavoro comune per rafforzare le catene di approvvigionamento critiche: «Affrontiamo rischi condivisi derivanti da vulnerabilità e dipendenze comuni e il nostro lavoro volto a costruire la resilienza può anche sostenersi a vicenda. Negli Stati Uniti stiamo costruendo una catena di fornitura di semiconduttori resiliente, come quella che state costruendo in Europa. Stiamo anche perseguendo un approccio che ho chiamato ‘friendshoring’: approfondire l’integrazione economica con partner commerciali e alleati su cui possiamo contare».