
Si spende di più per abbigliamento, scuola e cibo a causa degli aumenti dettati dai rincari
Nonostante gli incentivi per favorire la natalità restano ampi i disagi di chi, invece, un figlio lo ha già. Tanto che, tra chi non ne ha, 4 su 10 pensa di continuare a non averne per il futuro prossimo.
Sono queste le prime conclusioni cui è giunta l’analisi di Osservatorio mensile di Findomestic (gruppo Bnp Paribas) che sottolinea il costo di un figlio: quasi 500 euro al mese, 462 per la precisione, +15% in un anno.
Si spende di più per abbigliamento, scuola e cibo con aumenti dettati per lo più dai rincari ma solo il 14% ritiene di tagliare le spese non strettamente necessarie nella lista degli acquisti per i figli. La fetta più grande preferisce rinviare gli acquisti per la famiglia (36%) o rinunciare ad altri acquisti (32%).
Secondo Gilles Zeitoun, amministratore delegato e direttore generale Findomestic «L’inflazione rappresenta costantemente da un anno a questa parte la preoccupazione principale degli italiani seguita dal calo del potere d’acquisto della propria famiglia. Le rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic evidenziano come anche nel corso del 2023, nonostante il rallentamento dell’inflazione, 8 su 10 continuino ad avvertire rincari più o meno consistenti e per il 64% i prezzi continueranno a salire. Elementi che contribuiscono a frenare la propensione al consumo e all’aumento percentuale di chi guarda al futuro con pessimismo (59% dal 50% di giugno)».
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