
Non bisogna affidarsi a qualche dato macro che non dimostra un trend definitivo al ribasso
Il presidente della Fed Jerome Powell, intervenuto ad un evento promosso dal Fondo Monetario Internazionale, non fa sconti e conferma che l’obiettivo della Federal Reserve è quello di portare l’inflazione al target del 2%. Una vera e propria missione per portare a termine la quale, però, dalla Fed fanno sapere di non essere sicuri «di aver fatto il possibile».
Powell ha inoltre sottolineato che i vertici della banca centrale sono incoraggiati dal rallentamento del ritmo dell’inflazione, ma non sono sicuri di aver fatto abbastanza per mantenere lo slancio che il trend sta dimostrando adesso. Per questo motivo potrebbe esserci ancora molto lavoro da fare.
«Il Federal Open Market Committee è impegnato a raggiungere una posizione sufficientemente restrittiva da ridurre l’inflazione al 2% nel tempo; non siamo sicuri di aver raggiunto una tale posizione». In altre parole: non bisogna affidarsi a qualche dato macro che non dimostra un trend definitivo al ribasso. Non solo ma è sempre bene ricordare, ha sottolineato Powell, che sebbene l’inflazione sia in calo è ancora oltre il target fissato al 2%.
Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui l’inflazione sta registrando un calo che, però, è arrivato solo dopo 11 rialzi dei tassi che hanno costituito l’inasprimento della politica monetaria più aggressivo dall’inizio degli anni ’80. Una necessità che ha portato il range di riferimento ai massimi da 22 anni ovvero tra 5,25%-5,5%. La Federal Reserve, nella sua ultima riunione ha deciso per la seconda volta consecutiva, di non intervenire e di confermare lo status quo. Una strategia che da molti è stata interpretata come la volontà di controllare l’andamento dell’economia statunitense, forse non ancora toccata pienamente dalle conseguenze dei vari rialzi
«Io e i miei colleghi siamo gratificati da questi progressi, ma ci aspettiamo che il processo per portare l’inflazione al 2% in modo sostenibile abbia ancora molta strada da fare. Se dovesse risultare opportuno inasprire ulteriormente la politica, non esiteremo a farlo. Continueremo tuttavia a muoverci con cautela, consentendoci di affrontare sia il rischio di essere fuorviati da alcuni mesi di dati positivi, sia il rischio di un inasprimento eccessivo».
Powell ha infine osservato che la Fed è “attenta” al fatto che una crescita più forte del previsto potrebbe minare la lotta contro l’inflazione.
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