
Il ceo dell’azienda di telecomunicazioni italiana ha rilasciato un’interista al Financial Times
Il ceo di Tim, Pietro Labriola, in un’intervista al Financial Times ha detto che “l’accordo per la vendita della rete di Tim raggiunto con Kkr era l’unico modo per garantire il futuro del gruppo, nonostante le obiezioni del maggior azionista Vivendi”.
«Non è che all’improvviso abbiamo tirato fuori un coniglio dal cappello. Il gruppo ha discusso della vendita della rete almeno cinque volte dal 2013», afferma.
TIM: salgono i ricavi nel terzo trimestre
Il gruppo francese Vivendi, che ha detto più volte di valutare la rete 30 miliardi e ha definito ‘illegale’ la decisione, avvenuta senza avere consultato gli azionisti, ora minaccia azioni legali. «Il consiglio di amministrazione, compresi i rappresentanti del nostro maggiore azionista, ha approvato all’unanimità un piano industriale che prevedeva la vendita della rete come un modo per ridurre l’indebitamento della società, ed è esattamente quello che abbiamo fatto», sottolinea Labriola. “In passato era più facile adottare un approccio attendista – aggiunge -. Ora, con i nostri pagamenti di interessi in aumento, non era più possibile».
Tim, approvata vendita Netco a Kkr. Vivendi: “Ricorreremo”
L’ad di Tim offre poi un ramoscello di ulivo a Vivendi: «Sediamoci e parliamo» dice. L’accordo «non è solo un’operazione finanziaria, ci darà finalmente l’opportunità di investire sia all’interno della nostra azienda che all’esterno, il che è fondamentale nell’attuale trasformazione del nostro settore», ribadisce.
(foto IMAGOECONOMICA)