
L’aumento della domanda corrisponde ad un +4,2% rispetto a ottobre 2022
Cresce, ad ottobre, il valore dei consumi elettrici. A certificarlo è Terna, società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale che riassume un 25,8 miliardi di kWh la domanda di energia elettrica. Una domanda che corrisponde ad un +4,2% rispetto a ottobre 2022 e che per l’81,5% è stata soddisfatta con la produzione nazionale.
Dall’estero solo il restante 18,5%. Considerando le varie fonti la produzione da fonte idrica rinnovabile è stata quella più attiva con un aumento pari a +87,2%. In aumento anche la fonte eolica (+72,7%), fotovoltaica (+9,2%) e geotermica (+1,1%) mentre la produzione da fonte termica è risultata in callo del -17,3%.
Il dato riguardante l’aumento della domanda di energia di ottobre considera non solo il giorno lavorativo in più tra i due mesi paragonati ma anche la differenza di temperatura che per il 2023 è stata superiore di 1°C rispetto a ottobre 2022. Rettificando il dato da tali effetti, la variazione rispetto allo stesso mese dello scorso anno è pari a +3,2%.
Come è noto gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un caldo per molti lati anomalo. Infatti ottobre ha superato di ben 2,7°C la media di lungo periodo.
In questo frangente l’indice IMCEI elaborato da Terna considera i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore” e registra un calo del 3,3%. Un generico segno più si nota nei comparti di mezzi di trasporto, cemento, calce e gesso e alimentari mentre per siderurgia, cartaria, ceramiche e vetrarie, chimica si nota un segno meno.
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