
Il rialzo di tassi ed inflazione ha fiaccato la voglia di comprare
Non solo per il Black Friday italiano ma anche per quello statunitense si prevedono numeri record. Una buona notizia in un paese in cui il PIL dipende per i ¾ dai consumi privati. Purtroppo, però, il consumatore medio a stele e strisce sembra essere stato maggiormente fiaccato dall’inflazione, almeno stando alle previsioni di vendita delle grandi catene che parlano di consumi non esaltanti. Com’è noto il Black Friday, immediatamente successivo al giorno del Ringraziamento, dà tradizionalmente il via allo shopping annuale con i rivenditori che promettono sconti allettanti. In particolare quest’anno, alcuni stanno pianificando ribassi più consistenti per attirare acquirenti ormai stanchi per la lotta contro l’aumento del caro vita.
La National Retail Federation prevede che 182 milioni di persone faranno acquisti tra il Ringraziamento e il Cyber Monday ovvero 16 milioni in più rispetto allo scorso anno ma anche un numero record da quando la NRF ha iniziato a monitorare i dati nel 2017.
Secondo stime Deloitte, la spesa media prevista sarà superiore del 13% rispetto allo scorso anno, pari a 567 dollari a persona. Ma in altri casi i numeri non sono confortanti. A cominciare dal gigante Walmart per passare alle previsioni di Home Depot e Lowe’s finendo a Kohl’s e Best Buy.Le previsioni di S&P Global Market Intelligence parlano di vendite per le festività a solo +3,3%, al di sotto della media pre-pandemia del 3,9%.
Nonostante il raffreddamento dell’inflazione in ottobre resta la percezione che il costo di tutto sia più alto di quello pre-pandemia. Sebbene la spesa USA abbia sorpreso anche gli analisti per la sua resilienza, avendo sfidato nemici come l’inflazione, l’impennata dei tassi di interesse ed anche il problema dei rimborsi dei prestiti studenteschi (altra zavorra per l’economia statunitense) il report dell’Università del Michigan sulla fiducia dei consumatori è ai minimi di sei mesi.
FOTO: EPA/Manuel Bruque