
Il capo economista dell’Eurotower, Philip Lane, ha notato che l’escalation del conflitto tra Israele e Hamas ha aumentato l’incertezza e comportato rischi al rialzo per i prezzi del gas e del petrolio nel breve termine
«Anche se i tassi di interesse sono stati mantenuti invariati nella riunione del 25 e 26 ottobre è stata confermata la visione che il consiglio direttivo dovrebbe essere pronto, sulla base di una valutazione in corso, a ulteriori aumenti dei tassi di interesse, se necessario, anche se questo non rientra nell’attuale scenario di base» E’ quanto si legge nei verbali dell’ultima riunione del consiglio direttivo della Bce che, come ricordiamo, ha lasciato il tasso di riferimento al 4,50% come settembre, dopo dieci rialzi consecutivi, grazie ad un’inflazione che, seppur ancora elevata, rimane sotto controllo.
I membri del direttivo rimarcano quindi la necessità di continuare a basare le proprie mosse di volta in volta guardando ai dati macro-economici, lasciando quindi la porta aperta a ulteriori rialzi dei tassi. In ogni caso, nel corso della riunione è stata espressa la fiducia che ‘l’attuale posizione di politica monetaria fosse abbastanza restrittiva, cosa che ha permesso appunto di lasciare i tassi invariati ai livelli attuali e di avere il tempo di valutare l’outlook dell’inflazione, le dinamiche dell’inflazione sottostante e la forza della trasmissione della politica monetaria.
Il capo economista dell’Eurotower, Philip Lane, ha notato che l’escalation del conflitto tra Israele e Hamas ha aumentato l’incertezza e comportato rischi al rialzo per i prezzi del gas e del petrolio nel breve termine’. Al momento, tuttavia, l’impatto sui prezzi più a lungo termine è stato limitato.
E sull’inflazione si legge ancora: «i rischi sull’inflazione restano in entrambe le direzioni. Se infatti, da una parte, rischi al rialzo potrebbero derivare dall’aumento dei prezzi di cibo ed energia, dall’altro un rallentamento della domanda, per esempio a causa di una forte trasmissione della politica monetaria o del peggioramento del contesto economico nel resto del mondo in una cornice di maggiori rischi geopolitici, allenterebbe le pressioni sui prezzi, specialmente nel breve termine».
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