
L’indice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, è salito dai 99,1 di ottobre (rivisto dall’iniziale 102,6) a 102 punti, contro attese per un dato a 101 punti
A novembre, gli statunitensi si stanno dimostrando più ottimisti sull’economia rispetto al mese precedente. L’indice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, è salito dai 99,1 di ottobre (rivisto dall’iniziale 102,6) a 102 punti, contro attese per un dato a 101 punti. La componente che misura le aspettative per il futuro è salita da 72,7 a 77,8 punti; quella sulla situazione attuale è scesa da 138,6 a 138,2 punti.
L’indice misura la fiducia dei consumatori americani sulle prospettive dell’economia e della propria situazione economica e finanziaria. E’ importante perché la fiducia incide sui consumi, soprattutto dei beni durevoli e costosi, spesso pagati a rate. Se la fiducia nel futuro e buona e si ritiene di poter affrontare acquisti del genere, si acquisterà, altrimenti l’acquisto verrà rimandato.
I consumi incidono per il 70% del prodotto interno degli Stati Uniti, per questo il loro andamento è determinante per le sorti dell’economia, almeno nel breve e nel medio periodo. Da tutto questo si capisce come la fiducia, per l’effetto che ha sui consumi, sia un indicatore importante per gli operatori dei mercati finanziari.
Inoltre, a novembre, l’attività manifatturiera nell’area di Richmond, in Virginia, Stati Uniti, è tornata in contrazione. L’indice redatto dalla Federal Reserve di Richmond è sceso da 3 a -5 punti, con le attese che erano per un calo a 1.
n valore sopra quota zero indica una fase di espansione delle attività economiche, viceversa una lettura sotto tale soglia segnala una fase di contrazione.
(foto SHUTTERSTOCK)