
L’Ocse torna a suonare l’allarme sullo stato dell’economia globale, alle prese con inflazione, rallentamento della crescita e pressioni sul debito
L’Ocse lima ancora al ribasso le stime di crescita per l’Italia. Indica ora una espansione del Pil dello 0,7% quest’anno e anche sul 2024, mentre per il 2025 è prevista una accelerazione al più 1,2%. I dati, contenuti nell’ultimo Economic Outlook segnano una marginale riduzione, pari a 0,1 punti percentuali, rispetto alle stime che erano state già ritoccate al ribasso per 2023 e 2024 lo scorso 19 settembre.
«L’inasprimento delle condizioni finanziarie – viene sottolineato dall’Ocse – l’erosione dei redditi reali dovuta alla modesta crescita salariale e all’elevata inflazione, e il ridimensionamento del sostegno fiscale eccezionale legato alla crisi energetica peseranno sui consumi privati e sugli investimenti. Nel 2024, questi ostacoli saranno solo in parte compensati dalla spesa finanziata dai restanti risparmi delle famiglie accumulati durante la pandemia, dai tagli mirati delle imposte sul reddito e dalla prevista ripresa degli investimenti pubblici relativi ai fondi Next Generation Eu. I consumi privati e gli investimenti privati rimarranno deboli».
L’Ocse prevede sempre in Italia una inflazione al 6,1% sulla media di quest’anno e poi in rallentamento al 2,6% il prossimo anno e al 2,3% nel 2025. Il tasso di disoccupazione è previsto in calo al 7,6% quest’anno, dall’8,1% del 2022, in lieve risalita al 7,8% nel 2024 e di nuovo in calo al 7,6% nel 2025.
«Prevediamo un atterraggio morbido per i Paesi avanzati, ma questo non è affatto garantito»: l’Ocse torna a suonare l’allarme sullo stato dell’economia globale, alle prese con inflazione, rallentamento della crescita e pressioni sul debito. Nell’aggiornamento dell’outlook 2023 stima un aumento del Pil mondiale al 2,9% quest’anno e al 2,7% nel 2024, con rimbalzo al 3% nel 2025.
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