
Al summit a Dubai anche Meloni, che parla venerdì, assenti il Papa, Biden e Xi
Prende il via oggi a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la Cop28, l’annuale Conferenza Onu sul clima, arrivata appunto alla sua 28esima edizione. I 195 paesi partecipanti saranno chiamati a dichiarare quali passi avanti hanno fatto rispetto agli obiettivi indicati nel 2015 dall’Accordo di Parigi. Ma i dati sembrano essere negativi. Stando infatti agli studi scientifici pubblicati finora il mondo è indietro nell’impegno di ridurre i combustibili fossili, aumentare le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica per contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi a fine secolo rispetto al periodo preindustriale (1750-1850). Proprio per questo qualche giorno fa, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, aveva detto che “i leader devono interrompere il ciclo mortale del riscaldamento del pianeta” perché “senza cambiare rotta, ci stiamo dirigendo verso un disastroso aumento della temperatura di tre gradi centigradi entro la fine del secolo“.
Gli occhi saranno puntati su Usa e Cina, i maggiori produttori di gas serra (sommati fanno il 40%). Alla Cop28 saranno presenti gli inviati speciali per il clima di Usa, John Kerry, e Cina, Xie Zhenhua. Assenti i rispettivi presidenti Biden e Xi, sono loro i protagonisti. Fra gli assenti anche il Papa che ha dovuto rinunciare per motivi di salute e che sarà rappresentato dal segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, il cui intervento per la Santa sede sarà il 2 dicembre sulla mitigazione (cioè rendere meno gravi gli impatti dei cambiamenti climatici prevenendo o diminuendo l’emissione di gas serra). Gli altri argomenti chiave della Cop saranno anche il fondo ‘Loss& damage’ per ristorare le perdite e i danni del clima nei paesi poveri e il fondo da 100 miliardi all’anno fino al 2025 a sostegno delle economie in via di sviluppo.
La Cop28 inizierà oggi con i primi tre giorni del vertice aperti solo ai delegati. Da quanto si evince il sito sarà suddiviso in zone blu e verdi. La prima sarà aperta da oggi ai capi di Stato, ai funzionari governativi accreditati e ai media, ed è gestita dall’Onu. La seconda sarà aperta al pubblico per gran parte della conferenza. Un’ampia varietà di eventi e laboratori saranno gratuiti per il pubblico nella Zona Verde dal 3 al 12 dicembre. Conterrà mostre interattive, installazioni artistiche, proiezioni di film e più di 300 conferenze e discussioni sul cambiamento climatico e la sostenibilità.
La conferenza dell’Onu sul clima riunirà una platea record di 70 mila partecipanti, oltre a decine di migliaia di leader mondiali, ministri, negoziatori, ecoattivisti e capitani d’industria che convergeranno nell’emirato per due settimane di colloqui cruciali volti a sviluppare un piano d’azione urgente per affrontare la crisi climatica.
Oggi la Conferenza verrà aperta su aspetti organizzativi e procedurali dal presidente, Sultan Ahmed Al Jaber, ministro dell’Industria degli Emirati arabi uniti e inviato speciale per il cambiamento climatico. L’1 e 2 dicembre apertura di alto livello con gli interventi dei capi di Stato e di Governo (tre minuti a testa), ne sono previsti 150 (mai così tanti prima).
La premier Giorgia Meloni (in delegazione tra gli altri l’inviato speciale per il clima, Francesco Corvaro e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto e tra i presenti all’apertura anche l’Ad di Eni Claudio Descalzi) parlerà il primo dicembre – giornata incentrata sull’adattamento (sulle misure per prevenire o ridurre al minimo i danni) un tema ritenuto di gran rilievo a cui tengono molto i paesi in via di sviluppo e l’Africa, verso cui l’Italia è impegnata con il piano Mattei e con gran parte del fondo italiano per il clima da 4,2 miliardi di euro.
FOTO: SHUTTERSTOCK