
Ospite di un convegno sull’eredità del banchiere Raffaele Mattioli, il ceo dice la sua sull’Antitrust e sulle prossime mosse della Bce
Il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina (nella foto), a margine di un convegno sull’eredità del banchiere Raffaele Mattioli, a chi gli chiedeva della decisione dell’Antitrust di adottare un provvedimento cautelare nei confronti di Intesa Sanpaolo e di Isybank per impedire il passaggio alla banca digitale dei correntisti che non forniscano il proprio consenso espresso ha risposto: «Tutte le autorità vanno rispettate. È chiaro che noi riteniamo di aver operato in conformità a quelle che sono le leggi di questo Paese e di aver ricevuto le autorizzazioni da parte della Banca d’Italia e della Bce. Ma è anche vero che, se anche un numero limitato di clienti, e parliamo di circa 2.000, non ha trovato le nostre procedure come quelle migliori da poter usare, faremo in modo che questo possa accadere».
«Il nostro obiettivo – prosegue Messina – è sviluppare la tecnologia e fare in modo che questo Paese possa avere un beneficio dall’innovazione e, nel caso specifico, noi abbiamo creato una innovazione unica in Europa con Isybank e IsyTech». Se poi «dobbiamo migliorare dei meccanismi di comunicazione, per fare in modo che i nostri clienti la possano utilizzare, lo faremo». In realtà, conclude, è «una cosa che stavamo già facendo».
A proposito del contratto bancario appena firmato, Messina si è detto «assolutamente, sono molto soddisfatto. Credo che alla fine si sia fatto un buon contratto per le persone che lavorano in banca. I sindacati hanno dimostrato di avere una visione lungimirante e questo è stato positivo». «Dal canto mio – prosegue – credo di aver favorito una conclusione di questo contratto abbastanza rapida, d’altra parte come Intesa Sanpaolo eravamo disponibili ad andare avanti per conto nostro nel fare gli aumenti di stipendio alle persone». Per questo, conclude, «l’ho considerata sempre una priorità e ritengo che, avere consapevolezza che ci sono delle fasi in cui se un’azienda guadagna molto deve fare in modo che le persone che ci lavorano possano averne un beneficio, è una consapevolezza alla base del mio fare l’amministratore delegato in questa banca».
A chi gli chiedeva dei riflessi sui target annuali della banca alla luce della possibile discesa dei tassi d’interesse nel 2024 da parte delle banche centrali ha risposto che «abbiamo già esplicitato che il target di redditività ci aspettiamo che nel 2024 sia superiore a quello del 2023. È indubbio che noi ci aspettiamo un utile ancora in crescita anche nel 2024 grazie a questo recupero delle commissioni, che avverrà nel corso del prossimo anno».
Sulle prossime mosse della Banca centrale europea, dice che «mi sembra ragionevole immaginare che siamo arrivati al picco dei tassi d’interesse e che nel 2024 ci sarà un’inversione, che io mi aspetto più nella seconda parte dell’anno, non significativa in termini di inversione dei tassi, ma certamente inizieranno a scendere». «Che ci sia una taglio nel corso del 2024 – ribadisce – io credo che sia probabile e sarà più concentrato nella seconda parte del 2024, quando» le banche centrali «avranno stabilizzato la visione sull’andamento dell’inflazione e, soprattutto, gli impatti sull’economia reale di quello che sta accadendo». Quanto all’ipotesi di un taglio di cento punti base, ribatte: «Credo che siano tanti cento punti base per il 2024».
La possibile discesa dei tassi per il ceo di Ca de’ Sass si tradurrà, ragiona lui, in una nuova spinta sulle commissioni, che saranno decisive: «Sono convinto – spiega – che dall’anno prossimo, nel momento in cui i tassi inizieranno a scendere, tornerà una sorta di ‘flight to quality’ verso quelle banche che hanno una maggiore capacità di gestire i risparmi, di avere l’asset management, la bancassicurazione e molte commissioni, come nel nostro caso».
(foto ANSA)