
Giorgetti: “il superbonus andava ridotto subito”
«Sul Patto di stabilità le negoziazioni sono andate avanti ma le possibilità che si arrivi a un accordo la settimana prossima sono scarse. L’Ue è incapace di prendere decisioni in tempi tempestivi e strategici, è impossibile decidere. Adesso funziona come un’assemblea di condominio». E’ quanto ha riferito il ministro dell’Economia Giorgetti ad Atreju, una manifestazione politica giovanile della destra italiana che si svolge ogni anno dal 1998. Il ministro ha chiesto un Ecofin in presenza e non in videoconferenza, per un accordo “che condiziona l’Italia per i prossimi anni”.
Con il debito bisogna fare attenzione. «Quando si parla di economia italiana non possiamo ignorare che siamo inseriti in contesto più ampio, dove guerre, pandemia hanno avuto impatto sui debiti pubblici. Non siamo in un periodo normale, ma anormale, e costringe chi è più indebitato ad avere accortezza e attenzione – ha spiegato. Qualsiasi tipo di azioni che fa il governo deve ispirare credibilità, serietà perché ogni due settimane soggetti finanziari internazionali comprano il nostro debito e noi paghiamo di più o di meno in base alla affidabilità che abbiamo generato».
Sul superbonus secondo lui andava ridotto subito. «Nel momento di massimo dolore per l’economia il Superbonus poteva avere senso, ma poi andava ridotto. Ora gli abbiamo messo sopra un sacco di sabbia ma continua a emanare radioattività – ha aggiunto. Il conto da pagare è ahimè arrivato a 94 miliardi e entro fine anno sforeremo i 100. Non ho mai cambiato idea sul Superbonus, l’ho paragonato alla morfina di Stato. Perché quando fai un’operazione hai dolori e ti danno morfina, poi vaneggi, poi succede che l’anestetista giorno per giorno deve ridurre la morfina ma normalmente il paziente ne vuole ancora. E così è andata col Superbonus».
FOTO: SHUTTERSTOCK