
Altro dato uscito oggi è l’attività nel settore servizi statunitense, rimasta in espansione
A dicembre, l’indice Empire State – che misura l’andamento dell’attività manifatturiera nell’area di New York – è tornato in negativo, al contrario delle attese.
Secondo i dati comunicati dalla Federal Reserve di New York, l’indice è crollato da 9,1 a -14,5 punti, contro attese per un dato a 4. L’indice sui nuovi ordini è sceso di 6 punti a -11,3, in calo per il terzo mese consecutivo, e quello sulle consegne ha perso 16 punti a -6,4. Un dato sopra lo zero indica un’attività in espansione; sotto lo zero, indica un’attività in contrazione.
Nel maggio del 2020, c’era stato un crollo per il dato generale a -48,5 punti, a causa della crisi provocata dalla pandemia di coronavirus.
A novembre, la produzione industriale negli Stati Uniti è aumentata dello 0,2% rispetto al mese precedente a 102,7 punti, secondo l’indice della Federal Reserve, contro attese per un dato in rialzo dello 0,3%; il dato di settembre è stato rivisto da 102,7 a 102,4.
La produzione manifatturiera ha registrato un rialzo dello 0,3%, quella mineraria è aumentata dello 0,3%, quella delle utilities ha perso lo 0,4%. Al 102,7 per cento della sua media nel 2017, la produzione industriale totale è di 0,7 punti percentuali sotto il livello dell’inizio dell’anno.
L’utilizzo della capacità degli impianti – che misura la produzione industriale rispetto al potenziale – è aumentato di 0,1 punti al 78,8%, con le attese al 79,1%, in calo di 0,9 punti rispetto alla media di lungo periodo.
Infine, a dicembre, l’attività nel settore servizi statunitense è rimasta in espansione, a dicembre. La lettura preliminare dell’indice servizi Pmi, redatto da Markit, è salita dai 50,8 di novembre a 51,3 punti; le attese erano per un dato a 50,7 punti. Il dato si è dunque mantenuto a un livello associato a un’espansione, ovvero superiore ai 50 punti; dal luglio 2022 a gennaio era stato in contrazione.
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(foto SHUTTERSTOCK)