
Secondo il vicepresidente della Commissione “NextGenerationEu e, specificamente, il Recovery and Resilience Facility sono nuovi strumenti potenti per sostenere investimenti e riforme, soprattutto in aree prioritarie per l’Unione europea”
Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha parlato durante la sesta conferenza biennale della Bce sulla politica fiscale e governance dell’unione economica e monetaria (Emu governance), in corso a Francoforte.
«Dobbiamo esaminare le sfide che abbiamo davanti nel breve periodo, nel contesto del post Covid, del conflitto in Ucraina e del conseguente rallentamento economico in Europa – ha detto -. E’ chiaro che l’economia dell’Eurozona deve fare i conti con una serie di difficoltà strutturali, compreso l’invecchiamento della popolazione e un contesto geopolitico più conflittuale, motivo per cui la crescita potenziale è attesa in calo».
«Prevediamo che la crescita potenziale dell’Eurozona rallenterà da attorno 1,4% nei prossimi due anni a una media attorno quasi all’1% nel medio termine», ha detto Dombrovskis, spiegando che «occorre affrontare le sfide strutturali per riportare l’economia a livelli più alti e per migliorare la resilienza dell’Eurozona». Questo va fatto «supportando la produttività, portando avanti riforme strutturali, migliorando l’autonomia strategica restando aperti al commercio e agli investimenti, completando l’unione bancaria e proseguendo con solide politiche macroeconomiche», ha detto.
E sul NextGenerationEu ha detto: «E’ chiaro che per affrontare sfide strutturali in modo durevole servono regole, investimenti e riforme strutturali. NextGenerationEu e, specificamente, il Recovery and Resilience Facility sono nuovi strumenti potenti per sostenere investimenti e riforme, soprattutto in aree prioritarie per l’Unione europea».
«La Commissione stima che l’impatto degli investimenti fiscali e pubblici supportati da NextGenEu potrebbero incidere in positivo sul Pil fino all’1,5% negli anni di implementazione del piano e, se abbinato a riforme nelle aree chiave, fino al 2% in 5 anni e all’8% in vent’anni», ha proseguito Dombrovskis, sottolineando che «in un contesto in cui i tassi alti influenzano la sostenibilità, NextGenEu si è dimostrato un supporto per le finanze pubbliche e ha sostenuto la crescita soprattutto nei Paesi membri con minore spazio fiscale. Contribuisce inoltre a sostenere le fiducia nell’Eurozona, cosa che già da sola ha un impatto positivo sulle condizioni di finanziamento».
Sul tema dell’autonomia strategica, «in un contesto caratterizzato da maggiori rischi geopolitici e legati alla sicurezza, è chiaro che l’Unione europea debba difendere i propri interessi, ma allo stesso tempo restando aperta al commercio e agli investimenti stranieri» ha detto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea.
«Vale la pena notare che nel prossimo decennio il 90% della crescita globale sarà generata fuori dall’Ue. Quindi dobbiamo essere connessi con queste fonti esterne di crescita economica e alle opportunità connesse a questo. Il commercio e gli investimenti restano cruciali per connettere l’Europa a queste fonti di produttività e crescita del Pil nel medio termine», ha concluso Dombrovskis, sottolineando che «non possiamo fare marcia indietro perché ci taglieremmo fuori da soli da opportunità di crescita».
(foto IMAGOECONOMICA)