
Pubblicati una serie di dati macro sull’economia americana. Il mercato immobiliare continua a mostrare un forte aumento dei prezzi
A dicembre, l’attività manifatturiera nell’area di Richmond, in Virginia, Stati Uniti, è rimasta in contrazione. L’indice redatto dalla Federal Reserve di Richmond è sceso da -5 a -11 punti, con le attese che erano per un lieve rialzo a -3. Un valore sopra quota zero indica una fase di espansione delle attività economiche, viceversa una lettura sotto tale soglia segnala una fase di contrazione.
Pubblicato ieri l’indice della Fed di Dallas per il settore manifatturiero del Texas, che è migliorato a dicembre a -9,3 da -19,9 del mese precedente, segnalando il pessimismo più basso nel settore in Texas da un anno a questa parte. L’indice di produzione, un indicatore critico per le condizioni del settore manifatturiero, è risalito a 1,4 punti dopo essere sceso a -7,2 a novembre. Inoltre, i nuovi ordini sono scesi a un ritmo nettamente inferiore (-10,9 contro -20,5 a novembre), facendo sperare in un rafforzamento della domanda grazie all’allentamento delle condizioni finanziarie negli Stati Uniti nel periodo. Nel frattempo, i prezzi pagati per le materie prime sono cresciuti (17,8 vs 12,6), spingendo le imprese ad aumentare notevolmente i costi di produzione (6,8 vs -6,2).
L’indice Fed Chicago sull’attività nazionale (Cfnai), sempre pubblicato ieri, è salito a +0,03 a novembre, in aumento rispetto al -0,66 rivisto del mese precedente. L’indice indica che l’attività economica è cresciuta il mese scorso, con tutte e quattro le grandi categorie di indicatori in aumento rispetto a ottobre e due categorie che hanno dato un contributo positivo a novembre. Gli indicatori relativi all’occupazione hanno contribuito al Cfnai con un +0,03 rispetto al -0,15 di ottobre, a seguito di un calo del tasso di disoccupazione al 3,7% dal 3,9%. Inoltre, il contributo della categoria dei consumi personali e delle abitazioni e’ salito a +0,04 da -0,03 del mese precedente. Gli indicatori relativi alla produzione hanno fornito un contributo neutro, rispetto al -0,37 di ottobre, mentre quello della categoria vendite, ordini e scorte e’ salito a -0,03 da -0,11
Sul mercato immobiliare, i prezzi medi delle case unifamiliari con mutui garantiti da Fannie Mae e Freddie Mac negli Stati Uniti sono aumentati del 6,3% a ottobre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Su base mensile i prezzi sono saliti dello 0,3% dopo un aumento dello 0,7% rivisto al rialzo a settembre. Le variazioni su 12 mesi variano da +2,6% nella divisione Mountain a +9,9% nella divisione Middle Atlantic. “L’aumento dei prezzi delle case negli Stati Uniti è rimasto forte negli ultimi 12 mesi”, ha dichiarato Nataliya Polkovnichenko, economista di vigilanza presso la Divisione di ricerca e statistica dell’Fhfa.
Anche l’indice dei prezzi delle case delle 20 città S&P CoreLogic Case-Shiller ha registrato un’impennata del 4,9% su base annua a ottobre, segnando il maggiore aumento dal novembre 2022 e allineandosi alle aspettative del mercato. Detroit ha mantenuto la sua posizione di mercato in più rapida crescita, seguita da San Diego e New York. Su base mensile, i prezzi delle case sono aumentati dello 0,1%.
Entrambi i dati sono stati pubblicati ieri.
(foto SHUTTERSTOCK)