
Il ministro all’Economia ha risposto alle domande dei deputati: Superbonus, Mes, Patto di stabilità e anche Ponte sullo Stretto tra gli argomenti toccati
Commissione Bilancio della Camera al gran completo per la seduta sulla Manovra. Presenti in massa i deputati di maggioranza e opposizione. . Per il governo, oltre al ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti, sono presenti il viceministro Maurizio Leo, i sottosegretari Federico Freni e Lucia Albano.
«Con riferimento all’esame della legge di bilancio l’esame del Senato ha prodotto una serie di cambiamenti che hanno nel complesso” migliorato “tutti i saldi di finanza pubblica», ha detto Giorgetti citando le modifiche intercorse nell’esame di Palazzo Madama e tra l’altro le misure sulla previdenza di medici, dipendenti di enti locali, maestri e ufficiali giudiziari ma anche le misure a contrasto del disagio abitativo o quelli relativi alle infrastrutture. «E’ stata mantenuta intatta – ha osservato – le quadratura e l’impianto della nostra proposta e il governo lo valuta positivamente».
Per quanto riguardo il ponte sullo Stretto di Messina, “era nel disegno originario” della manovra “è stata modificata la spalmatura“. «Non trovo per niente scandaloso che il fondo di sviluppo e coesione delle regioni direttamente interessate dia un contributo».
Sull’accordo sul patto di stabilità, il ministro ha detto che «è un compromesso, se un compromesso verso il basso o verso l’alto, io ho detto e ribadisco che le valutazione le faremo tra qualche tempo». «Il successo italiano è la possibilità dell’allungamento” fino a “7 anni per coloro che rispettano il Pnrr. Vuol dire che bisogna rispettare il Pnrr – sottolinea Giorgetti – in tutto questa flessibilità è entrata ed è un grande successo del nostro Paese».
E ha aggiunto: “Quello che posso dire è che le previsioni” del governo con i documenti programmatici “sono coerenti con quello che è previsto dal nuovo Patto di stabilità, non sono previste manovre aggiuntive”.
Sul Superbonus «è il Parlamento a decidere, ma io so quale è il limite oltre il quale non si può andare, questa è la realtà dei numeri” e il Superbonus “è come una centrale nucleare che ancora non riusciamo a gestire». Anche il bonus al 70%, ha aggiunto, «vi assicuro che visto da fuori è tantissimo, dobbiamo uscire un po’ da questa allucinazione di questi anni in cui ci sembra tutto dovuto” anche perchè “quando fai debito lo paghi” e sono “miliardi sottratti agli italiani alle famiglie italiane, di spesa per la previdenza».
La discussione sul nuovo Patto di stabilità «è viziata dall’allucinazione psichedelica degli ultimi quattro anni, dove abbiamo pensato che lo scostamento si poteva fare e il debito si poteva fare». «Il problema non è l’austerità, è la disciplina per chi fa politica di prendere decisioni e attuarle anche se sono impopolari” ha aggiunto. Giorgetti ha anche osservato che un veto avrebbe portato a “tornare a regole molto peggiori di quelle che il governo si troverà nei prossimi mesi».
Sul Mes «prima di tutto io non ho mai detto né in Parlamento, nè in Europa, nè in nessuna altra sede che l’Italia avrebbe ratificato il Mes. Ho letto cose assurde, assolutamente false e vi prego di prenderne atto», ha detto il ministro, spiegando di aver detto che dopo quattro rinvii “una decisione il Parlamento per serietà avrebbe dovuta prenderla“. «Il Parlamento sovrano ha votato e ha votato come avevo anticipato in sede europea dove ho sempre detto” che gran parte del Parlamento era contraria e “l’esito sarebbe stato inevitabilmente questo”, aggiunge.
«Il Mes non è nè la causa nè la soluzione del nostro problema che si chiama debito. Avete capito?» ha aggiunto. «Dobbiamo concentrarci sul fatto che il debito in particolare quando costa ed è oneroso deve essere tenuto sotto controllo altrimenti il Paese non ce la fa. O ce la fa mantenendo la rendita, come direbbe qualche vecchio marxista, e non premiando chi fa produzione, chi lavora e chi intraprende, che è la missione del governo», ha concluso Giorgetti.
Al termine dell’intervento, è ripreso in commissione Bilancio alla Camera l’esame della legge di bilancio dopo l’intervento del ministro Giancarlo Giorgetti. In votazione gli oltre 800 emendamenti rimasti dopo la tagliola delle ammissibilità. Si tratta di proposte di modifica tutte delle opposizioni e con parere contrario su tutti di relatori e governo.
(foto ANSA)