
Gli Stati Uniti hanno già approvato una legge simile, mentre l’Europa ne sta valutando la fattibilità legale
Gli Stati Uniti avrebbero proposto al G7 tre gruppi di lavoro per studiare la possibilità di confiscare asset russi per 300 miliardi di dollari già congelati. Lo scrive il Financial Times, secondo il quale l’argomento sarebbe già stato discusso nell’ultima riunione dei ministri delle Finanze del G7.
Il giornale della city londinese, citando fonti vicine alla situazione, aggiunge che gli Stati Uniti, sostenuti da Giappone, Canada e Regno Unito, vorrebbero portare avanti i lavori di questi tre gruppi per essere pronti a un possibile incontro dei leader del G7 per il 24 febbraio prossimo, secondo anniversario dell’attacco russo all’Ucraina.
Russia, Ue vara il 12° pacchetto di sanzioni. Stop ai diamanti
All’inizio del novembre scorso, la commissione per gli affari esteri della Camera del Congresso degli Stati Uniti aveva approvato un disegno di legge per trasferire i beni russi congelati per aiutare l’Ucraina. La norma richiede che l’amministrazione Biden trasferisca i beni sovrani russi congelati in Ucraina. Proibisce inoltre la restituzione dei beni russi al dittatore russo Vladimir Putin finché la Russia non risarcirà l’Ucraina.
Inoltre, il segretario di Stato americano Antony Blinken aveva affermato che gli Stati Uniti stanno valutando opzioni legali, insieme all’Unione europea, per reindirizzare 300 miliardi di dollari in asset russi alla ricostruzione economica dell’Ucraina e ad altre esigenze, ma l’Europa sta alutando se questa iniziatia sia compatibile con le leggi continentali.
Guerra Ucraina, Biden impone nuove sanzioni ai finanziatori della Russia
(foto ANSA)