
Sale al 49,2% la difficoltà di reperimento (+3,7 punti percentuali rispetto a un anno fa)
Sono oltre 508 mila le assunzioni previste dalle imprese a gennaio e circa 1,4 milioni per il primo trimestre dell’anno. Si tratta di oltre quattro mila assunzioni in più rispetto a gennaio 2023 (+0,9%) e +69 mila assunzioni (+5,3%) rispetto al trimestre dello scorso anno. Lo dicono i dati del Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal .
A gennaio l’industria complessivamente ha in programma 172mila assunzioni (-1,1% su base annua) 121mila delle quali nelle industrie manifatturiere e nelle public utilities, mentre le altre 51mila riguardano il settore delle costruzioni. I servizi prevedono di assumere in totale 336mila lavoratori (+2% su base annua).
In generale sono le piccole (10-49 dipendenti) e le medie imprese (50-249 dipendenti) a prevedere per gennaio andamenti di crescita delle assunzioni (rispettivamente +3.300 e +3.800 rispetto a gennaio 2023). Positiva anche la previsione delle grandi imprese con oltre 250 dipendenti (+1.900 assunzioni), mentre le microimprese della fascia 1-9 dipendenti prevedono una flessione pari a circa 4.500 assunzioni rispetto allo stesso periodo del 2023. A livello territoriale sono le macro-ripartizioni del Nord-ovest e del Nord-est a programmare un maggior numero di assunzioni (rispettivamente oltre 174mila e oltre 118mila), seguite dalle regioni del Sud (oltre 110mila) e del Centro (circa 105mila).
I contratti a tempo determinato si confermano la forma maggiormente proposta con circa 206mila unità, pari al 40,5% del totale, sebbene siano in calo rispetto a un anno fa, quando rappresentavano il 41,3% del totale. In crescita invece i contratti a tempo indeterminato che passano dai 122mila di gennaio 2023 agli attuali 129mila (+7mila; +5,7%).
Sale al 49,2% la difficoltà di reperimento (+3,7 punti percentuali rispetto a un anno fa).
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