
A due giorni dall’inizio ufficiale del mercato libero del gas, tuttavia, non sembra che le bollette diminuiranno parallelamente alla discesa delle quotazioni industriali
Nella seduta di oggi, in forte calo il gas naturale, scambiato ad Amsterdam a 31,65 euro al megawattora (-8,4%), un livello che non vedeva da novembre 2021, prima dunque dell’invasione russa dell’Ucraina. Serenità anche sulle forniture e sulle scorte, in caso di irrigidimento delle temperature. L’impianto Gnl di Damietta in Egitto ha addirittura ripreso i caricamenti per la prima volta da luglio 2023, secondo quanto riporta Icis. La Seapeak Catalunya sta ora portando il carico a Piombino. Gli stoccaggi Ue sono poi ancora pieni all’84,8%, con quelli tedeschi al 90% e gli italiani al 79,4 per cento.
A due giorni dall’inizio ufficiale del mercato libero del gas, tuttavia, non sembra che le bollette diminuiranno parallelamente alla discesa delle quotazioni industriali. La scorsa settimana l’Arera ha comunicato che l’ultima bolletta nella maggior tutela chiudeva le trasmissioni con un -6,7%, ma “le previsioni per il 2024 non sono rosee – avverte il presidente Carlo Rienzi –. Il ritorno delle aliquote Iva a pieno regime a partire da gennaio e l’addio al mercato tutelato dell’energia, gettano ombre inquietanti e faranno schizzare al rialzo le bollette degli italiani, considerata la grande volatilità dei prezzi dell’energia sui mercati internazionali e il rischio di speculazioni e pratiche scorrette nella delicata fase del passaggio al mercato libero”.
Con l’imposta che passerà dal 5% fino al 22%, considerate le tariffe del gas di dicembre, si andrà incontro “ad una spesa aggiuntiva da circa +250 euro annui a nucleo solo a titolo di Iva”, ha evidenziato il presidente onorario di Assoutenti, Furio Truzzi. Dato il prezzo del gas comunicato 5 giorni fa, secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, il mancato rinnovo della riduzione dell’Iva comporterà una tassa da 168 euro su base annua, che salirà a 213 considerando anche il ripristino degli oneri di sistema ora azzerati. Secondo lo studio dell’Unc, se per una famiglia tipo in tutela il -6,7% significa spendere 98 euro in meno su base annua, 97,86 per la precisione, la spesa totale nei prossimi dodici mesi (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° dicembre 2023 al 30 novembre 2024, nell’ipotesi di prezzi costanti), scende da 1467 a 1369 euro, che sommati ai 681 della luce, determinano una stangata complessiva pari a 2050 euro.
Addio al mercato tutelato, in arrivo il mercato libero. Ma cosa significa?
(foto IMAGOECONOMICA)