
La strategia nasce con lo scopo di diversificare le entrate della nazione
Balzo delle stime saudite sulle riserve minerarie non sfruttate del regno. I precedenti 1,3 trilioni di dollari stimati nel 2016 sono diventati 2,5 trilioni. Un potenziamento dettato anche dall’agenda Vision 2030 nata anche per ottimizzare gli investimenti stranieri nell’esplorazione e nell’estrazione mineraria di quanto si trova attualmente nel sottosuolo dell’Arabia Saudita.
Una stima, che permette a Ryad di chiudere accordi economici estremamente vantaggiosi come confermato anche dal ministro saudita delle risorse minerarie e dell’industria Bandar Al Khorayef. Tra le risorse minerarie non sfruttate del regno si trovano anche oro, rame, fosfati ed elementi di terre rare, che offrono nuove fonti di ricchezza permettendo alla nazione di diversificare la sua economia.
Recentemente l’Arabia Saudita ha individuato 33 nuovi siti di esplorazione mineraria e mira ad assegnare agli investitori stranieri più di 30 licenze per il 2024.
FOTO: SHUTTERSTOCK