
Prosegue a novembre il calo dei prestiti bancari
Diventa sempre più salato il conto alle banche quando si chiede un prestito. A novembre i tassi sui nuovi mutui erogati alle famiglie dalle banche in Italia hanno toccato i massimi da quasi 15 anni e si aggirano al 4,92%. A dirlo è un report pubblicato oggi da Bankitalia.
Nello specifico a novembre i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, Taeg) si sono collocati al 4,9185% dal 4,72% del mese precedente. Si tratta appunto del valore più elevato dal dicembre del 2008, quando si arrivò al 5,1936%.
Prosegue a novembre il calo dei prestiti bancari in Italia, scesi del 3,2% contro il -3,1% del mese precedente. In particolare i prestiti alle famiglie si sono ridotti dell’1,2% su base annua mentre quelli alle società non finanziarie si sono ridotti del 4,8 per cento.
In ribasso anche i depositi del settore privato che sono diminuiti del 4,1 per cento sui dodici mesi, mentre la raccolta obbligazionaria è aumentata del 19,7 per cento dal 17,9 di ottobre.
«E’ record! Dopo il primato di ottobre, arriva quello di novembre. Bisogna risalire al dicembre del 2008, subito dopo il fallimento di Lehman Brothers del 15 settembre di quell’anno, per trovare un Taeg maggiore, pari a 5,19. Insomma, nonostante la Bce abbia interrotto in ottobre i rialzi dei tassi di riferimento, dopo 10 aumenti consecutivi, non si arresta la corsa dei tassi bancari, con pesanti ricadute sulle famiglie con mutui a tassi variabili e con effetti negativi sui prestiti alle famiglie che calano dell’1,2% su base annua – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Considerando l’importo e la durata media di un mutuo, un balzo dei tassi così consistente significa che la rata, per chi ha sottoscritto ora un mutuo a tasso variabile, cresce, rispetto a un anno fa, quando il Taeg era a 3,55, da 694,50 a 800,50 euro, con un rincaro pari a 106 euro al mese. Una stangata annua pari a 1272 euro».
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