
Abbiamo chiesto ad Anna Angelelli, private banker di SanPaolo Invest, di fornirci qualche suggerimento utile su come risparmiare e su cosa investire in un momento di alta volatilità dei mercati azionari
L’andamento complicato e volatile dei mercati azionari ha convinto sempre più risparmiatori ad affidarsi ai consigli di un esperto finanziario che possa offrire consulenza sulle migliori alternative di investimento. L’ultimo Schroders Global Investor Study 2023, ricerca che ha coinvolto 23.000 persone in 33 paesi nel mondo, rivela che gli italiani sono i più propensi a confrontarsi con un consulente finanziario (44%) tanto rispetto agli investitori europei (34%) che a quelli globali (39%). Lo abbiamo fattto anche noi, intervistando Anna Angelelli, private banker di SanPaolo Invest, che ci ha fornito qualche suggerimento utile su come, quando e perché risparmiare.
Il nostro è un Paese che punta sempre di più alla gestione del risparmio. Perché? Come mai gli italiani scelgono un consulente finanziario? Quali sono i vantaggi?
«Mi permetta di fare una precisione: il nostro Paese punta al risparmio più che alla gestione dello stesso. Siamo un popolo di risparmiatori, dove al primo posto resta la tutela della famiglia e in primis dei figli. La maggior parte si rivolge alla filiale bancaria vicino casa o vicino al lavoro, dove accredita lo stipendio o la pensione ed eventualmente chiede consigli all’operatore/consulente della stessa. In percentuale, stime del 2020, circa il 40% dei risparmiatori si rivolge ad un consulente finanziario o per conoscenza diretta o perché segnalato da amici o parenti. Chi sceglie di avvalersi di un consulente finanziario/patrimoniale lo fa per diversi aspetti. Prima di tutto quella di avere un interlocutore con il quale intraprendere un colloquio fatto di “confidenze” su tutto ciò che è la propria situazione finanziaria, la canalizzazione dell’eventuale risparmio e la gestione degli obiettivi mobiliari (finanziari) e/o immobiliari. Pertanto il consulente non ha solo il compito di gestire l’accumulo e il decumulo delle ricchezze, ma anche quello di proteggere il cliente. Una protezione per quanto riguarda il suo tenore di vita e l’emotività che può subentrare durante i down del mercato. Il vantaggio di avere un consulente al fianco del cliente è quello di percorrere insieme un tratto della vita dove: si fa un’analisi delle entrate, delle spese, di quanto si riesce a risparmiare e destinare ai “desideri” futuri, per se o per i figli. Nel durante si “aggiustano” i percorsi scelti in base agli eventi personali o di mercato che possono accadere, l’importante è avere sempre chiari gli obiettivi e i tempi per raggiungerli».
Quali sono secondo lei ad oggi gli strumenti finanziari su cui investire? Quelli più “sicuri” ma anche più “redditizi”?
«A questa domanda non c’è risposta. Non ci sono strumenti finanziari validi in assoluto sui quali investire. Tutti possono essere validi come può esserlo nessuno. Dipende dal cliente, dai tempi di spesa/investimento che ha, quanto capitale ha a disposizione o la sua capacità di risparmio, che obiettivo vuole raggiungere, ma soprattutto quando vuole raggiungerlo. Ci sono strumenti di breve, di medio e di lungo termine, più o meno redditizi, più o meno “sicuri” anche se su quest’ultimo termine l’esperienza ci ha insegnato che non c’è nulla di sicuro. La “sicurezza” ce la da: la consapevolezza, l’informazione, la condivisione, la creazione di una pianificazione con i giusti “tempi di spesa” (quando vogliamo utilizzare il denaro risparmiato) insieme al proprio consulente, solo in questo caso non si avranno sorprese nelle scelte adottate. Fare un elenco di strumenti non sarebbe né corretto né professionale. Ce ne sono talmente tanti che sicuramente più di qualcuno può essere affiancato alle scelte del cliente».
A fronte dei tassi in salita e dell’alta inflazione a cosa gli italiani devono fare attenzione nella gestione del proprio portafoglio?
«Sia la crescita dei tassi che il rialzo dell’inflazione sembra che siano giunti al capolinea, lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle tutti nel 2023, sia chi aveva ed ha ancora i mutui a tasso variabile sia chi ha investito a medio lungo termine con tassi fissi vicino allo zero. I primi hanno dovuto far fronte all’incremento delle rate dei mutui con i risparmi o chiedendo una rinegoziazione del mutuo stesso allungando la durata o abbattendo il capitale residuo. I secondi hanno visto congelati gli investimenti in quanto hanno subito oscillazioni al ribasso tra il 15/20%. Nel 2024 si prevede un ritocco, da parte delle banche centrali, al ribasso dei tassi d’interesse, mantenendo sempre un occhio attendo all’inflazione. Sicuramente i mercati anticipano sempre ciò che potrà accadere nel futuro e probabilmente la scelta migliore sarà quella di prendere in considerazione investimenti a medio termine, per chi ha liquidità da accantonare e diversificare il più possibile».
E’ questo un momento propizio secondo lei per acquistare una casa? Che consigli darebbe a chi vuole comprare un immobile? Rappresenta ancora un investimento l’acquisto?
«Ogni momento è buono per acquistare un immobile se si ha necessità. Oggi se si ha la possibilità di acquistare senza ricorrere ad un mutuo si possono fare dei buoni acquisti, questo perché il rialzo dei tassi ha rallentato le attività di compravendita e chi ha necessità di vendere cede a prezzi più bassi. Chi invece vuole acquistare approcciando con la richiesta di un mutuo, rimanderei alla seconda parte del 2024 ed ad oggi continuerei ad accumulare in modo da richiedere un mutuo d’importo più basso e probabilmente anche con tassi passivi minori degli attuali. L’acquisto di un immobile non lo vedo come una forma di investimento, ma come una necessità, ovvero ogni italiano si pone come obiettivo l’acquisto della “prima” casa per andarci a vivere, per non continuare a pagare un affitto e sostituirlo con la rata di un eventuale mutuo. Pertanto per chi non ha risorse sufficienti per acquistare, ad oggi consiglierei di cominciare ad accantonare per creare almeno una base per un eventuale anticipo, per le spese notarili, soprattutto perché se si richiede un mutuo al di sotto dell’80% del valore di acquisto si usufruisce di tassi più bassi. Inoltre se si ha meno di 36 anni c’è la possibilità di avere delle esenzioni di imposte. Detto questo confermo che l’immobile non è un investimento ma una necessità. A meno che non si hanno svariati milioni di euro e l’acquisto di immobili diventa uno strumento di diversificazione. Un altro immobile come investimento oltre alla prima casa risulta un cattivo impiego di risorse, soprattutto per i costi di mantenimento, il rischio di mancato pagamento di affitto dagli eventuali inquilini, le imposte che diventano sempre più elevate in quanto è uno dei pochi beni facilmente identificabili da poter tassare».
Quali sono secondo lei in generale le “buone pratiche” da seguire per risparmiare?
«Più che risparmiare dobbiamo parlare di accantonare, ovvero utilizzare lo strumento più adatto alle nostre esigenze. Sicuramente l’adozione del “salvadanaio” che utilizzavamo da bambini per mettere via la parte di paghetta che non utilizzavamo resta sempre la soluzione valida per tutti. Ovviamente non utilizzando certo il “vecchio coccio”, ma il “pac” ovvero il piano di accumulo che può essere costruito a seconda di quanto si ha a disposizione, di quanto si può accantonare di quanto tempo si ha a disposizione per farlo. La favola della formichina c’insegna che si accantona d’estate per i momenti bui dell’inverno. Così dovremmo fare tutti noi, poi se il pac lo facciamo azionario (globale, settoriale o geografico etc) o obbligazionario (titoli di stato, obbligazioni globali, in valuta, corporate o geografiche etc) o bilanciato questo lo si decide con il proprio consulente».
Insomma, la regola d’oro da seguire è sempre la stessa: mettere da parte per i tempi duri, per gli imprevisti o per un progetto di vita come può essere l’acquisto di un immobile, buttando sempre un occhio a quello che è l’andamento del mercato azionario in quel momento. Capire quando e se investire, come e quando risparmiare non è però cosa facile. E gli italiani si sa, non sono dei grandi conoscitori della finanza. Meglio allora, affidarsi ad un professionista per capire il percorso da fare per raggiungere obiettivi mirati, in base alle proprie esigenze di guadagno e alla filosofia di vita individuale.
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