
La notizia che la Germania ha chiuso il 2023 in recessione ha gettato ulteriori ombre sulla riunione dei ministri, già preoccupati per le tensioni in Medio Oriente
L’Ecofin è iniziato dopo l’annuncio da Berlino che, secondo i primi calcoli dell’ufficio statistico federale, il 2023 si è chiuso con l’economia nazionale in recessione (-0,3%).
Da questa riunione non sono attese decisioni, se si eccettua il via libera alle raccomandazioni politiche per l’economia dell’Eurozona e il confronto con il Fondo monetario internazionale sullo stato dell’attività, ma questa sera ci sarà il messaggio a governi e mercati.
Il commissario all’economia Paolo Gentiloni si è dimostrato pessimista, esprimendo la necessità “non sottovalutare la possibilità che la tensione nel Mar Rosso abbia conseguenze, che per il momento non vediamo ma potrebbero esserci, sui prezzi dell’energia e di conseguenza sull’inflazione”.
Crisi Mar Rosso, forniture in difficoltà e carburanti in rialzo
Più prudente il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe (nella foto a dx, con Gilles Roth a sx), che ha ricordato come nonostante tutto l’economia dell’area euro continui a crescere anche se più debolmente dopo un 2023 di forte attività economica. Cosa che dato il contesto geopolitico sarebbe da considerare un successo. In realtà si teme che le difficoltà della Germania si ripercuotano sul resto dell’area e che le speranze dell’avvio del ciclo del ribasso dei tassi Bce restino congelate.
(foto ANSA)