
L’ad ha presentato oggi la piattaforma per produrre veicoli elettrici in vari stabilimenti del mondo: “Siamo all’inizio in Usa ma sul podio in Europa”
Presentata oggi la nuova piattaforma STLA Large Stellantis che sarà utilizzata per produrre vetture elettrificate in vari impianti nel mondo, Italia compresa.
«Stellantis sta portando avanti i pilastri della strategia Dare Forward 2030 in modo molto professionale e rigoroso – ha detto l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares – Siamo in linea con l’esecuzione del piano, lo stiamo mettendo in atto in modo preciso e rigoroso. Siamo solo all’inizio della nostra offensiva sui Bev in Nord America, ma siamo già sul podio in Europa. Quello che i nostri ingegneri sono riusciti a fare con la nuova piattaforma STLA Large è eccezionale».
La nuova piattaforma STLA Large sarà introdotta in vari stabilimenti in Nord America e in Europa, compresa la fabbrica di Cassino in Italia. «Introdurremo questa piattaforma prima in Nord America, perché partiremo dai brand americani Jeep e Dodge. Poi passeremo ai brand Alfa Romeo e Maserati, quindi investiremo in Italia, saranno i primi due aree – ha spiegato Tavares -. Non è una scelta limitante, abbiamo scelto di focalizzarci prima su queste due aree perché vogliamo fare le cose nel modo giusto».
Nel mercato dell’automotive «si vede una significativa variazione, un calo, nella redditività delle compagnie automobilistiche a livello globale. Se c’è un trend di costante distruzione del valore quando si abbassano i prezzi a un ritmo superiore alla capacità di ridurre i costi, alcune società avranno ovviamente problemi. Noi siamo in una posizione solida, siamo in attivo e siamo nella posizione migliore per essere protetti a fronte di una riduzione dei prezzi – ha proseguito l’ad, sottolineando che – le aziende che finiranno in rosso in un contesto di prezzi in calo, diventeranno target di consolidamento, questo è ovvio».
Proteggere la redditività «significa rendere la società più robusta se si verifica a livello di settore un trend di ribasso dei prezzi. Per questo penso che sia un periodo darwiniano, ridurre i prezzi più velocemente di quanto si riesca a ridurre i costi, si finisce in perdita e si diventa un target delle società che invece sono in attivo. Penso che il modo migliore per affrontare il periodo sia cercare di proteggere la redditività», ha detto Tavares.
Per quanto riguarda Stellantis, il ceo sta «cercando di trovare l’equilibrio migliore tra tutelare le caratteristiche del nostro business e allo stesso tempo proteggere la redditività, perché quella che è in arrivo è una grande tempesta”. In termini di costi “c’è molto margine per migliorare verso l’eccellenza nel gestire le attività, non siamo ancora eccellenti possiamo fare meglio non solo nel tagliare i costi ma anche nel ridurre gli sprechi. Non si finisce mai di migliorare sulla qualità, vedo una correlazione stretta tra ridurre le emissioni e tagliare i costi».
E ancora: «Siamo chiamati a servire la società in cui operiamo, finché i cittadini vorranno veicoli a zero emissioni io andrò in questa direzione. Questo è chiaro. Se decideranno di andare in una differente direzione, aggiusterò la strategia in quel senso. Terrò gli occhi aperti su quel che succede, ma finché mi diranno di andare avanti non rallenterò il passo, investirò nei modelli e nella capacità produttiva».
«Con il taglio dei prezzi delle auto elettriche avviato da Tesla si è aperta una corsa al ribasso che rischia di finire in un bagno di sangue. E’ quello che vogliamo evitare. Se c’è un trend di costante distruzione del valore quando si abbassano i prezzi a un ritmo superiore alla capacità di ridurre i costi, alcune società avranno ovviamente problemi. Noi siamo in una posizione solida“, ha detto Tavares, spiegando che l’intenzione è di “intervenire sui prezzi in base a quanto riusciremo a ridurre i costi di produzione». Secondo Tavares, occorre “investire per rendere più accessibili, ma anche redditizi i veicoli elettrici».
Per quanto riguarda le tensioni in Mar Rosso, secondo Tavares «ha un impatto sulla lunghezza dei viaggi, se si deve girare attorno all’Africa occorre più tempo e quindi si allunga la supply chain. Una volta che questo tempo aggiuntivo sarà assorbito, non mi aspetto un grande impatto. Allungare le tratte potrebbe avere un impatto sui costi, perché le compagnie di logistica penso faranno rilevare che i container saranno usati per tempi più lunghi rispetto alle rotte precedenti. Ci saranno discussioni sui costi e come mitigarli», ha detto Tavares, spiegando di non vedere «al momento altri impatti, a parte questo. Alcuni nostri competitor potrebbero avere problemi, ma non è il nostro caso, finora è ok e ci stiamo muovendo bene».