
Il motivo è il trattamento illecito di dati personali
Multa da 60 mila euro del Garante Privacy contro le telefonate indesiderate di un call center operante nel settore dei contratti di energia elettrica per trattamento illecito di dati personali.
La società aveva già ricevuto una sanzione di 10 mila euro per non aver risposto alla richiesta di informazioni dell’Autorità, che si era attivata dopo il reclamo di un utente che lamentava di aver ricevuto telefonate promozionali senza consenso. Dopo la sanzione per il mancato riscontro, l’Autorità ha avviato un accertamento ispettivo da cui sono emerse diverse irregolarità.
In particolare dai controlli è emerso che la società aveva acquisito le anagrafiche del reclamante da un list provider con sede in Moldavia, dal quale aveva acquistato 100 mila contatti utilizzati per effettuare oltre 32.600 telefonate. ma a quanto pare la società non ha mai verificato l’origine dei dati, se l’informativa agli utenti era stata resa e se i consensi dei destinatari della campagna promozionale erano stati acquisiti, non fornendo al momento della telefonata neanche la propria identità. Si limitava a richiedere all’utente di poter essere ricontattato qualora interessato ai servizi offerti.
Così alla luce delle gravi violazioni riscontrate e del carattere colposo della condotta, il Garante ha pertanto inflitto al call center una multa di 60 mila euro.
«Bene, una buona notizia. Con la fine del mercato tutelato le famiglie sono tempestate di chiamate ingannevoli e indesiderate. Insomma, di questi tempi ne servirebbero 10 al giorno di queste multe – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Per questo, oltre a iscriversi al Registro delle opposizioni, bisogna che il consumatore impari a riattaccare il telefono senza se e senza ma, senza dire buongiorno o buonasera, né si né no né bianco né nero. Nel caso della luce e del gas, poi, essendo una materia complicata, a maggior ragione non si deve cambiare fornitore rispondendo a una proposta telefonica o porta a porta. Al telefono i call center, bene che vada, danno solo l’importo di loro competenza, quota energia e quota fissa, le uniche voci sulle quali possono fare un prezzo differente, ma è un errore confrontare quegli importi con la bolletta che si sta pagando, che invece è comprensiva di tutte le altre componenti, come le spese per il trasporto e la gestione del contatore o le varie imposte, oneri di sistema, accise, addizionali regionali, e così via. Alcuni poi, scorrettamente, ingannano il consumatore dando solo la quota energia, rappresentando lo sconto rispetto al tutelato, dimenticandosi di dare anche la quota di commercializzazione fissa, che, se i consumi sono bassi, essendo fissa e pagata indipendentemente dai consumi, si mangia tutto il risparmio che si ha sulla quota energia. Ecco perché per cambiare fornitore consigliamo sempre di andare sul Portale Offerte di Arera, seguendo il nostro decalogo».
FOTO: SHUTTERSTOCK
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