
Il governo argentino non ha ancora dato conferma ma l’ufficializzazione arriverà nelle prossime ore
Il governo ultraliberista di Javier Milei perde il primo pezzo. E’ stato allontanato dal presidente il ministro delle Infrastrutture Guillermo Ferraro, la motivazione sembrerebbe quella di aver divulgato informazioni alla stampa.
Il capo di Stato ha anche declassato il dicastero, trasformandolo in un segretariato dell’Economia. Secondo il quotidiano il Clarin, Ferraro ha riferito ai giornalisti che Milei si era scagliato contro i governatori promettendo di “lasciarli senza un soldo“, a causa del mancato sostegno alla legge Omnibus al Congresso.
La notizia dell’allontanamento da parte del primo ministro nei confronti di Ferraro è stata ampiamente riportata dalle tv locali, ma il governo argentino non l’ha ancora confermata ufficialmente. “L’annuncio verrà dato nelle prossime ore“, riferiscono all’ANSA fonti governative confermando implicitamente l’accaduto, come si legge sul sito dell’Agenzia di stampa italiana.
Milei, eletto l,o scorso 10 dicembre, ha attirato l’attenzione di tutto il mondo per la sua teatralità, i comizi e le uscite pubbliche, diciamo fuori dalle righe, le stesse che hanno già contraddistinto anche le prime settimane del suo governo. Il neo presidente argentino, chiamato a risanare l’economia di un Paese in cui l’inflazione viaggia oltre il 200% e dove la metà della popolazione, tra salari, pensioni e sussidi, dipende interamente dalle casse dello Stato, ha iniziato la sua opera con l’ormai famoso piano shock: Pochi giorni dopo essersi insediato alla Casa Rosada ha annunciato la svalutazione del peso, la moneta nazionale, del 54%, affinché, come dichiarato dallo stesso ministro dell’Economia, Luis Caputo, il settore produttivo avesse un incentivo ad aumentare la produzione. La forte svalutazione della sua valuta e i tagli ai ai sussidi per energia e trasporti, tutte le misure shock del nuovo presidente Javier Milei.
Un’impresa titanica per la quale farà affidamento alla sua “motosega”, non solo in senso figurativo, per dimezzare l’enorme spesa pubblica argentina, ma oltre ad aver fatto questo decreto di urgenza, ha anche messo sul piatto una proposta di legge molto più ampia. Un progetto che comprende più di mille interventi, tutti con lo stesso obiettivo: liberalizzare i mercati, deregolamentare e privatizzare.
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