
Al tavolo Automotive il Ceo, attacca: “Le vetture elettriche non decollano perché servono incentivi e sostegni”
Doveva essere il giorno in cui, dopo mesi di trattativa, si sarebbero poste le basi del piano governo-Stellantis per tornare a produrre un milione di auto in Italia.
Ma il gruppo franco-italiano nelle parole dell’amministratore delegato della Casa automobilistica, Carlos Tavares, senza troppa diplomazia attacca faccia a faccia il Governo, che ha presentato il nuovo piano di incentivi, volendo sostenere le strategie del costruttore ex-Fiat.
«L’Italia dovrebbe fare di più per proteggere i suoi posti di lavoro nel settore automobilistico anziché attaccare Stellantis per il fatto che produce meno nel nostro Paese – ha detto a Bloomberg – Si tratta di un capro espiatorio nel tentativo di evitare di assumersi la responsabilità per il fatto che se non si danno sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici, si mettono a rischio gli impianti in l’Italia».
Dichiarazioni che tornano ad accendere i toni, con il gruppo franco-italiano che spinge sull’acceleratore della polemica, incalzando. Parole, quelle del Ceo di Stellantis che colgono di sorpresa il governo la cui replica arriva per bocca del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Se Tavares o altri ritengono che l’Italia debba fare come la Francia, che recentemente ha aumentato il proprio capitale sociale all’interno dell’azionariato di Stellantis, ce lo chiedano“, afferma il ministro dopo il tavolo automotive convocato per illustrare il nuovo piano di incentivi da 950 milioni di euro.
Chi invece ha preso con preoccupazione le parole di Tavares, che indica in Mirafiori e Pomigliano gli stabilimenti italiani più a rischio, sono i sindacati. “Non si possono dare soldi pubblici senza garanzie: ora risposte al Paese – dice il segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma – Chiediamo alla presidente del Consiglio un incontro urgente con l’amministratore delegato e le organizzazioni sindacali per garantire la produzione e l’occupazione nel nostro Paese“. Preoccupato, soprattutto per la situazione del Mezzogiorno, anche per il segretario generale della Uil Campania, Giovanni Sgambati.
Il ministro Urso ha, inoltre, spiegato che “il 2024 sarà un anno sperimentale per gli incentivi: si dovrà verificare il funzionamento ed eventualmente procedere con una loro revisione. Se l’obiettivo dell’aumento della produzione di auto nel nostro Paese non verrà raggiunto – ha affermato il ministro – dal prossimo anno le risorse del fondo automotive saranno indirizzate non più a incentivare i consumi, ma a sviluppare nuovi investimenti produttivi nel nostro Paese, anche di riconversione produttiva, e una seconda casa automobilistica in Italia“.
FOTO: ANSA