
Le prossime offerte sul settore dell’obbligazionario confermano la nuova vita di uno strumento molto amato
Da sempre gli italiani amano i titoli di Stato e li considerano, insieme al mattone, la forma di risparmio per eccellenza. Magari anche da tramandare ai figli. Un settore che, nell’ultimo periodo, ha trovato nuova linfa anche da parte delle istituzioni che hanno deciso di incrementarne l’offerta. Alla luce di tutto questo, quali sono le prospettive per l’immediato futuro? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Bergonzi, Financial markets content specialist di Investing.com.
Cosa sono i bond e per quale motivo gli italiani sembrano avere una passione per i titoli di stato?
«Si può pensare alle obbligazioni come a un prestito. Come può essere capitato a ognuno di noi, anche aziende e governi chiedono denaro a qualcun altro per finanziare spese e progetti. Probabilmente, la categoria in cui rientrano le obbligazioni, ovvero il reddito fisso, è una delle ragioni per cui gli italiani amano tanto i titoli emessi dallo Stato: offrono un rendimento fisso, costante e a scadenza prefissata; io ti presto denaro e tu me lo restituisci con gli interessi. Insomma, garantiscono un rendimento certo, sempre che il debitore non fallisca. In aggiunta, proprio per quanto riguarda quest’ultimo rischio, i piccoli risparmiatori ritengono l’emittente dei Btp, ovvero lo Stato italiano, un soggetto particolarmente affidabile, che con ogni probabilità ripagherà il proprio debito».
La fine del 2023 è stata un periodo estremamente propizio per i bond. Ma in realtà il periodo d’oro è anche più ampio e si considerano altri successi come quelli del Btp Italia o del Btp Futuro e simili, specifici per la clientela retail. Cosa ne ha favorito il successo?
«Il mercato si muove in base alle aspettative, è condizionato da cosa gli investitori pensano che succederà in futuro, così, le previsioni sugli imminenti tagli dei tassi d’interesse hanno portato le obbligazioni a sovraperformare. Questo perché le obbligazioni pagano generalmente una cedola fissa ogni tot mesi per più anni, stabilita anche in base al tasso d’interesse di mercato al momento dell’emissione. Se però la Bce decide di abbassare i tassi d’interesse, quell’obbligazione pagherà sempre la stessa cedola, ma avrà una remunerazione maggiore perché il costo generale di finanziamento si è abbassato. Di conseguenza, più investitori vorranno comprare l’obbligazione che paga più del tasso d’interesse di riferimento, dunque la domanda crescerà e salirà il prezzo del titolo. Inoltre, i titoli di Stato, come dicevamo prima, sono considerati sicuri e la paura di una recessione economica porta le persone a investire i soldi negli asset che ritengono meno rischiosi. Se si aggiunge che i titoli di Stato si possono comprare in autonomia senza pagare commissioni e i rendimenti godono di una tassazione agevolata, risulta chiaro il perché riscuotano tanto successo tra il pubblico retail».
A febbraio, per la precisione il 26, è in calendario una nuova emissione di bond, il nuovo Btp Valore. Quali sono le aspettative per questo nuovo protagonista del settore?
«È la terza versione del Btp Valore, la volontà del governo è quella di mettere più debito pubblico in tasca agli italiani per essere meno soggetto a pressioni da parte di attori esterni. Ci sta riuscendo perché, appunto, in un momento in cui l’economia non corre, le persone vogliono mettere i soldi al sicuro e ottenere rendimenti certi. La prospettiva di un abbassamento dei tassi d’interesse entro la fine del 2024, poi, incoraggia questa scelta. Nelle due emissioni precedenti il Mef ha raccolto oltre 35 miliardi complessivamente e c’è da scommettere che anche questa volta il Btp verrà collocato con facilità».
Come organizzare un portafoglio investimenti equilibrato in questo contesto storico?
«Non c’è nessuna formula magica per sapere cosa succederà sui mercati in futuro; quindi, l’unica strategia da seguire è chiedersi cosa si vuole e calcolare quanto si può investire. Bisogna fissare degli obiettivi, sia di budget che temporali e capire quanto si è disposti a sopportare eventuali perdite».
Infine, conclude bergonzi, meglio diversificare visto che di Warren Buffett al mondo ce n’è uno solo…
FOTO: SHUTTERSTOCK