
I media Usa: la transazione avrebbe un valore di 600 milioni
A quasi 15 anni dalla morte l’immensa produzione artistica di Michael Jackson continua a portare introiti ai suoi eredi.
Dopo i rumors usciti nei giorni scorsi su Variety che rivelavano l’intenzione di vendere metà dei diritti del catalogo musicale del re del pop pari a 1 miliardo e 200 mila dollari è arrivata la conferma: sarà la Sony ad acquistarne la metà per 600 milioni.
Si tratta dell’accordo più costoso mai avvenuto nel mercato, ancora in boom, dei cataloghi musicali di tutti i tempi, al punto da scalzare l’operazione che assegnò quello di David Bowie per 250 milioni a Warner Chappell, del gruppo Warner Music.
Sony verrà in possesso solo della metà del catalogo del Re del pop mentre gli eredi terranno il controllo dell’altra metà dei diritti. Per fare un confronto, tra giganti della musica, il lascito musicale di David Bowie fu venduto interamente a soli, si fa per dire, 250 milioni di dollari.
Anche Michael Jackson nel 1985 si trovò a fare un’operazione simile, acquistare i diritti delle canzoni dei Beatles, con un’offerta lampo che venne considerata, tra l’altro come una pugnalata alle spalle per il suo amico Paul McCartney. Jackson aveva comprato, infatti i diritti dei quattro di Liverpool nel 1985 per circa 48 milioni di dollari, battendo proprio Paul McCartney in un’asta da capogiro. Si è trattato di uno degli atti più importanti e significativi nella storia della musica, oltre che di uno dei più violenti, se vogliamo, per una delle due parti in cause.
Lo statunitense, pagando 47,7 milioni di dollari, riuscì a diventare azionista di maggioranza di ATV Music Publishing, in modo da ottenere la metà dei diritti d’autore per tutti i brani dei Beatles acquistati che sarebbero stati esibiti in qualsiasi occasione pubblica. Paul McCartney, infatti, che si era sentito come pugnalato alle spalle nel momento in cui il suo grande amico Michael Jackson aveva acquistato parte dei diritti della formazione britannica, ha avuto modo di riprendersi tutto ciò che gli spettava naturalmente, attraverso un accordo con Sony/Atv di cui non sono stati svelati i termini perché strettamente confidenziale.
FOTO: SHUTTERSTOCK
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