
Al 31 dicembre del 2023 il debito delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.862,8 miliardi
Aumenta il debito pubblico in Italia. Stando alle stime di Bankitalia al 31 dicembre sale a 2.862,8 miliardi, un risultato che si confronta con quello di fine 2022 quando il debito ammontava a 2.757,5 miliardi (141,7% del pil).
«Nuovo record storico! Anche se a ottobre il debito era più alto, 2.867.385,4 miliardi, il dato di oggi segna il primato annuo. Insomma, nel 2023 si è toccato il tetto del debito. Un bel guaio per il nostro Paese considerati il livello dei tassi di interesse e la nuova politica monetaria della Bce. Se fosse un debito a italiano si tratterebbe di un indebitamento da infarto, pari a 48 mila e 524 euro, contro i 46 mila e 714 euro del 2022. Anche in questo caso si tratta del peggior dato di sempre. Se fosse un debito a famiglia sarebbe pari a 108 mila e 438 euro», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
L’aumento ha riflesso il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (89,2 miliardi), l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio (9,6 miliardi) e l’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (6,5 miliardi, a 49,9).
Entrando nello specifico il debito consolidato delle amministrazioni centrali è cresciuto di 109,2 miliardi, a 2.778,5, mentre quello delle amministrazioni locali si è ridotto di 3,9 miliardi, a 84,2; il debito degli enti di previdenza è rimasto invece stabile.
Nel corso del 2023 la quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è diminuita, collocandosi al 24,3% alla fine dell’anno dal 26,1% di fine 2022. Lo scorso dicembre la vita media residua del debito è risultata in linea con i livelli della fine del 2022 (7,8 anni).
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