
“Nel 2023 sono stati indubbiamente gli stranieri a trainare la domanda: le presenze sono cresciute del 14,7% su anno mentre quelle degli italiani sono calate del 2,08%. Previsto trend positivo di arrivi anche per la prossima estate”
Il turismo si dimostra ancora una volta forza trainante della nostra economia. Lo dimostrano i numeri del 2023 ed anche le prospettive per quest’anno sono positive, segno evidente che le persone non rinunciano a viaggiare, malgrado il caro-vita e le incertezze geopolitiche del momento. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con la presidente di Federturismo-Confindustria Marina Lalli.
Presidente, ora che siamo appena entrati nel 2024, è tempo di bilanci. Che anno è stato il 2023? Mi può fornire dati sul fronte dei flussi e della spesa?
«C’è una voce tra le componenti del PIL italiano che è andata molto bene quest’anno ed è la spesa degli stranieri in viaggio in Italia, che ha segnato +11,8% sul 2022 e che, se comparata con i livelli pre-pandemia, riporta nei primi nove mesi del 2023 un +24,5% sul 2019. Complessivamente, a fine 2023 gli introiti dal turismo straniero hanno superato i 50 miliardi di euro, contro i 30 relativi al turismo italiano all’estero. Occorre però segnalare, come rivela l’Istat, che il rallentamento della domanda domestica non ha permesso alle strutture ricettive italiane di raggiungere, in termini di presenze, i livelli pre-Covid. Se il flusso, infatti, ha superato nel 2023 i 125 milioni di persone, per un incremento del 5,48% rispetto al 2022, si dimostra ancora in flessione rispetto al 2019 (-4,85%), quando si erano sorpassati i 131 milioni di ospiti».
Chi traina maggiormente il nostro turismo, gli italiani o gli stranieri? Quali sono le mete più gettonate?
«Nel 2023 sono stati indubbiamente gli stranieri a trainare la domanda turistica e a spingere i fatturati: le presenze straniere nelle strutture ricettive sono cresciute del 14,7% sul 2022 mentre quelle degli italiani sono calate del -2,08%. I dati di Banca d’Italia per il terzo trimestre dell’anno rilevano un incremento di 9,8 punti percentuali nella spesa degli stranieri nel nostro Paese con i risultati migliori che arrivano dai viaggiatori provenienti dai Paesi extra Ue, la cui spesa è salita nel terzo trimestre del 22,6%, mentre quella degli europei ha fatto registrare un più 1,6%. Il 2023 è stato un anno positivo anche per le vendite tax free in Italia, lo confermano i dati forniti da Global Blue e relativi al quarto trimestre 2023. Complice la ripresa dei viaggi dei turisti cinesi (che prima del Covid erano responsabili di un terzo degli acquisti tax free in valore sia in Europa sia in Italia) il trimestre ha fatto registrare un +122% degli acquisti tax free in Italia rispetto al 2019, riuscendo a sopperire anche alla mancanza dei turisti russi e ucraini che nel 2019 assorbivano il 13% degli acquisti. Le destinazioni preferite, in particolare da americani, cinesi ed europei, sono le città d’arte come Milano, Roma e Firenze dove si concentrano anche maggiormente gli acquisti. Nell’ultimo trimestre del 2023 gli americani hanno assorbito la quota più elevata di acquisti (21%, quasi il doppio rispetto al 2019) seguiti dai turisti cinesi con l’11%, rispetto al 27% registrato nel 2019 quando erano la nazionalità principale. Anche gli arabi hanno raddoppiato la propria quota, passando dal 5% al 10% degli acquisti tax free».
Come sono cambiate le esigenze dei consumatori, soprattutto dopo il Covid? Quale tipologia di “viaggio” è maggiormente richiesta?
«Sono cambiati i comportamenti, le preferenze e le attitudini dei viaggiatori e l’obiettivo per il prossimo futuro è generare valore economico e nuove opportunità per le destinazioni, puntando su sostenibilità, innovazione ed esperienzialità. Si sta facendo sempre più strada quella nuova dimensione del viaggio in grado di creare un legame forte tra destinazione e visitatore, offrendo la possibilità di fruire di una proposta turistica non solo durante il soggiorno, ma di dilatarla nel tempo e nello spazio attraverso canali digitali. In cima alla classifica delle preferenze di viaggio del 2024 svettano i viaggi culturali e il desiderio di vivere nuove esperienze. Cresce il cineturismo al punto che un viaggiatore italiano su 4 si ispira a film e serie tv per scegliere la meta del proprio viaggio e tra gli ultimi trend c’è l’undertourism che si rivolge a un target di viaggiatori che inserisce fra le proprie priorità spostamenti poco impattanti, rispetto per gli ecosistemi e desiderio di scoprire il territorio senza deturparlo».

Che numeri vi aspettate per il 2024? Avete già qualche previsione per la prossima Pasqua e la prossima estate?
«Il 2024 si preannuncia un anno positivo anche se le incertezze politiche ed economiche sottolineano l’importanza di implementare strategie flessibili e mantenere misure di sostegno per assicurare la stabilità e la crescita duratura nel panorama turistico italiano. Confidiamo in buoni numeri per la Pasqua visto che, a gennaio, risultano già prenotate il 40% delle camere per i mesi di marzo ed aprile, mentre per l’estate è ancora prematuro fare pronostici anche se continuerà il trend positivo di arrivi stranieri cha ha caratterizzato lo scorso anno».
Quali sono secondo lei i driver per la crescita del turismo in Italia? Su cosa puntare?
«Con la pandemia la sensibilità per il turismo sostenibile è cresciuta in Italia, non coinvolgendo solo i clienti, ma estendendosi agli operatori. Occorre fare largo alle startup innovative nel settore della transizione ecologica, ma anche a tutte quelle strategie sostenibili che il tessuto imprenditoriale può adottare: il risparmio energetico, il riciclo, la lotta agli sprechi, l’inclusione, l’economia circolare, un approccio etico alla governance aziendale: tutti accorgimenti sostenibili che possono fare la differenza.
Deve essere ripensata l’eccessiva concentrazione territoriale e temporale dei flussi rivedendo il modello di fruizione territoriale per garantire una distribuzione più omogenea su tutto il territorio nazionale. La destagionalizzazione è cruciale, ma per rendere sostenibile l’operatività delle strutture alberghiere tutto l’anno si rivela necessaria una decontribuzione nei periodi di bassa stagione. È, inoltre, fondamentale continuare ad orientare i comportamenti e le scelte dei turisti verso gli strumenti digitali e verso soluzioni di viaggio maggiormente attente alla sostenibilità».
Quali i vostri obiettivi per il futuro?
«Siamo un paese che guarda avanti con coraggio anche dopo i momenti difficili, che coglie le opportunità della green economy e della digitalizzazione, ma non dimentica la sua natura fatta di piccole e medie imprese che traggono la loro forza dalla sapienza dei territori e delle singole persone. Oltre all’innovazione che è la vera scommessa sulla quale si gioca il rilancio della competitività e produttività del nostro Paese, dobbiamo continuare a lavorare sulla destagionalizzazione, in modo che il turismo si rafforzi come industria trainante del Paese 12 mesi l’anno e puntare sulla formazione del personale, che oggi è deficitaria. Perché i giovani, grazie anche alle nuove tecnologie, possono diventare i migliori ambasciatori dell’Italia nel mondo e rappresentano il vero investimento per il futuro»
La presidente Lalli ha infine sottolineato che “il turismo è un settore assolutamente trasversale e per questo occorre fare in modo che nessuno dei suoi segmenti venga lasciato indietro, è essenziale lavorare su tutti i comparti correlati per costruire una base solida per una crescita sostenibile“.
FOTO: SHUTTERSTOCK