
La disoccupazione a gennaio in Giappone è stabile. Aumenta ma rimane negativa la fiducia dei consumatori a febbraio
L’attività delle fabbriche giapponesi a febbraio si contrae al ritmo più veloce degli ultimi tre anni. L’indice flash dei responsabili degli acquisti manifatturieri giapponesi stilato dalla au Jibun Bank è sceso a 47,2 a febbraio, rispetto al 48,0 di gennaio, indicando una continua contrazione dell’attività commerciale del settore privato. Si tratta del nono mese consecutivo di contrazione.
Il dato è nettamente inferiore alla soglia critica dei 50 punti, linea di demarcazione tra fase di contrazione (valori al di sotto) e fase di espansione (valori al di sopra). La contrazione è stata tra l’altro la peggiore dall’agosto del 2020.
Secondo i dati del governo a gennaio il tasso di disoccupazione del Giappone è rimasto invariato rispetto al mese precedente. In particolare il dato si assesta al 2,4%, lo stesso di dicembre, esattamente in linea con le stime degli analisti.
Una lettura separata ha mostrato che il rapporto posti di lavoro/candidati è rimasto invariato a 1,27 a gennaio.
Aumenta ma rimane negativo il sentiment dei consumatori a febbraio. Secondo l’Istituto di ricerca economica e sociale del Cabinet Office giapponese l’indice di fiducia si è attestato a 39,1 punti, dai 38 di gennaio e contro i 38,4 punti stimati dal consensus. All’andamento dell’indice hanno contribuito le attese sulla situazione occupazionale (+1,4 punti), le intenzioni di spesa di beni durevoli (+0,7 punti), quelle sui redditi (+1,1 punti) e lo stile di vita (+1,1 punti). L’indice resta tuttavia ancora al di sotto della soglia di 50 punti, evidenziando la persistenza di un clima negativo fra le famiglie del Sol Levante.
FOTO: SHUTTERSTOCK