Si muovono ancora al ribasso i tassi di interesse sui mutui erogati dalle banche in Italia. Un nuovo calo a inizio 2024, e stavolta più marcato, secondo la Banca d’Italia nella statistica Banche e moneta: serie nazionali, dove tuttavia si osserva che sui prestiti al consumo hanno continuato a salire e su quelli alle imprese i livelli sono rimasti quasi invariati, sui massimi dal 2008.
A gennaio, riporta Bankitalia, i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie, il Tasso Annuale Effettivo Globale, o Taeg si sono collocati al 4,38%, dal 4,82 di dicembre. E dicembre aveva mostrato per questa voce la prima lieve attenuazione dal 4,92% del mese precedente dalla metà del 2021, dopo la lunga fase di aumenti in scia alla aggressiva manovra di rialzi dei tassi di riferimento per tutta l’eurozona condotta dalla Bce.
Il tasso, sempre Taeg, sulle nuove erogazioni di credito al consumo per le famiglie si è invece collocato al 10,75 per cento, dal 10,16 nel mese precedente. Invece i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 5,48 per cento, dal 5,45 nel mese precedente, in questo caso è il massimo dal 5,84% dell’ottobre 2008.
Infine i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari all’1 per cento, dallo 0,96 nel mese precedente e dopo che nei mesi scorsi no stati aumentati molto meno, in questo caso, dei tassi di riferimento Bce.
Arriva anche il commento soddisfatto di Unione Nazionale Consumatori sul calo dei tassi di interesse per i mutui erogati dalle banche: «Bene, prosegue il percorso in discesa dei tassi. Dopo il picco raggiunto a novembre, quando il Taeg era arrivato al 4,92 per cento, un record che non si vedeva dal dicembre del 2008, subito dopo il fallimento di Lehman Brothers del 15 settembre di quell’anno, quando si era arrivati al 5,19, da due mesi si assiste a una flessione e si ritorna ai livelli di marzo 2023, quando appena sotto, a 4,36 – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Un primo segnale positivo che dipende dal fatto che la Bce ha interrotto in ottobre i rialzi dei tassi di riferimento, dopo 10 aumenti consecutivi. Un sospiro di sollievo per le famiglie con mutui a tassi variabili», conclude Dona.