Gli italiani stanno riprendendo a pianificare l’acquisto della casa. Cresce anche il numero di coloro che vogliono cambiare immobile, prestando sempre più attenzione a unità efficientate energeticamente per un risparmio sui costi di gestione. Ma gli alti tassi di interesse sui mutui spingono anche il mercato degli affitti. Abbiamo analizzato l’andamento del mattone in Italia, tra tendenze e propsettive, con Santino Taverna, Presidente FIMAA-– Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari della Confcommercio.
Com’è iniziato il 2024 per il mercato immobiliare italiano sul fronte delle compravendite ma anche degli affitti? Sta ancora risentendo del caro-vita?
«Dalle imprese (14.000) associate a Fimaa arrivano segnali positivi per una domanda di immobili in ascesa. Un dato confermato anche dall’indagine di Nomisma presentata a Napoli in occasione degli Stati Generali Fimaa di metà marzo. Anche dai dati elaborati dall’ Istat, relativi al primo trimestre 2024, si percepisce una crescita costante degli interessati ad acquistare casa nei prossimi 12 mesi, rispetto ai due trimestri precedenti. Identica proiezione è registrata nell’ambito delle locazioni, con una domanda in netta ripresa ed il conseguente rialzo dei prezzi dei canoni (l’ultima analisi Cresme indica un aumento dei canoni del 6,1% negli ultimi due anni con una media del 10,2% nelle 14 città metropolitane). I canoni di locazione sono in crescita anche a causa dell’incremento dei tassi di interesse sui mutui che, con le politiche restrittive delle banche, rendono più complesso l’accesso al credito. Va comunque considerato che l’aumento dei canoni locatizi alimentano, a propria volta, l’interesse degli investitori verso gli immobili da mettere a reddito. Le prospettive sono comunque positive sia per le compravendite che per le locazioni. Per quanto riguarda gli affitti, si registra un costante aumento dei prezzi: secondo un’analisi condotta da Cresme, i canoni di locazione sono aumentati del 6,1% negli ultimi due anni, con una media del 10,2% nelle 14 città metropolitane. Questo trend è alimentato anche dall’incremento dei tassi di interesse sui mutui, che rende più difficile l’accesso al finanziamento per l’acquisto di una casa e spinge ulteriormente la domanda verso il mercato degli affitti. L’aumento dei canoni di locazione, a sua volta, stimola l’interesse degli investitori verso il settore della compravendita immobiliare. Le prospettive future appaiono positive, considerando il livellamento e la stabilizzazione dei tassi di interesse sui mutui bancari e la costante domanda di acquisto nel mercato immobiliare italiano».
Chi compra al momento di più in Italia?
«Gli italiani, da sempre, investono i propri risparmi nella propria abitazione. Naturalmente la prima casa raccoglie il maggior interesse ma, recentemente, si avvertono segnali di crescita anche per gli acquisti di seconde case a scopo investimento. Le località turistiche sono ovviamente le più gettonate. Lo stesso smart working che permette oggi di vivere ed operare senza doversi spostare nelle sedi di lavoro, ha contribuito all’evoluzione di questo processo. Il bel Paese continua ad attrarre anche gli stranieri oggi più che mai, interessati ad acquistare immobili in Italia. Ad essere coinvolta è tutta la penisola e non più solo alcune regioni come succedeva in passato. L’acquisto di immobili per uso proprio o per investimento stà attirando diversi europei ma anche stranieri di paesi più lontani. Questa evoluzione del mercato riflette un cambiamento nelle preferenze degli acquirenti, sia italiani che stranieri, che riconoscono sempre di più le opportunità e il valore offerti dal settore immobiliare italiano».
Come va il mercato degli immobili ad uso turistico?
«Direi bene. La variegata morfologia del nostro Paese continua ad alimentare ed orientare le scelte di tante persone, verso un nuovo modo di concepire la propria vacanza attraverso la locazione breve. Oggi il mercato offre molteplici soluzioni per tutti i gusti e con vari prezzi. Aspetti interessanti che concorrono non solo a beneficio del comparto locatizio turistico, ma anche per l’acquisto finalizzato all’investimento per una discreta redditività. L’analisi della domanda straniera evidenzia un incremento del 40,78% per l’acquisto di immobili turistici di valore medio sui 100.000 euro ma evidenzia inoltre richieste anche con valori decisamente superiori alle 500mila euro».

Santino Taverna Presidente FIMAA (foto ufficio stampa)
È un momento propizio secondo lei per acquistare casa? L’acquisto rappresenta ancora un investimento?
«Certamente sì. Nel medio-lungo termine l’investimento immobiliare ha sempre ripagato in misura maggiore rispetto ai rendimenti finanziari, tra l’altro decisamente più rischiosi. Con la stabilizzazione dei tassi sui mutui, le transazioni potrebbero beneficiare di un ulteriore impulso nel corso del 2024 ed analoghe proiezioni sono attese per il 2025. La crescita della redditività degli immobili residenziali coinvolgerà anche il settore corporate sempre più interessato ad avvicinarsi e ad investire anche nel comparto residenziale. Le elaborazioni di Nomisma hanno infatti evidenziato il raddoppio della percentuale di investimento da parte del corporate nel residenziale nel corso del 2023, portato dal 5% ad oltre il 10% con un aumento di 3 punti e mezzo rispetto al quinquennio precedente, a testimonianza dell’attrattiva e della solidità dell’investimento immobiliare in Italia».
Gli italiani si posizionano nella top 5 dei principali investitori dopo cinesi, tedeschi, francesi ed inglesi. Quindi è una buona idea comprare immobili all’estero?
«Sì, gli italiani si collocano tra i principali investitori immobiliari a livello internazionale, dimostrando un interesse sempre crescente per l’acquisto di proprietà all’estero. Tuttavia, prima di prendere una decisione di questo tipo, è fondamentale valutare attentamente diversi fattori, tra cui la stabilità economica e politica del paese di destinazione, le normative locali in materia di investimenti immobiliari, le prospettive di crescita del mercato immobiliare locale e la possibilità di gestire l’immobile a distanza. Affidarsi a professionisti esperti del settore per effettuare una ricerca dettagliata sul mercato immobiliare estero può aiutare a prendere una decisione informata e adottare la strategia migliore per l’investimento immobiliare internazionale».
Quali sono i fattori da considerare per un buon rendimento in tal senso? Dove conviene comprare casa all’estero?
«Per ottenere un buon rendimento dagli investimenti immobiliari all’estero è importante considerare diversi fattori. Prima di tutto, è fondamentale valutare la stabilità economica e politica del paese di destinazione, così come le prospettive di crescita del mercato immobiliare locale. Inoltre, è essenziale comprendere le normative locali in materia di investimenti immobiliari e le eventuali restrizioni per gli acquirenti stranieri. Altri fattori da considerare includono la domanda e l’offerta nel mercato immobiliare locale, le condizioni del settore immobiliare nel lungo termine e la possibilità di ottenere un buon rendimento dall’affitto dell’immobile. Quando si tratta di individuare le migliori località per l’acquisto di una casa all’estero, è consigliabile consultare esperti del settore e condurre una ricerca approfondita sulle diverse opzioni disponibili, tenendo conto delle proprie esigenze, degli obiettivi di investimento e del profilo di rischio».
Insomma che si tratti di comprare casa in Italia o all’estero è sempre bene affidarsi ad esperti. Acquistare un immobile non è uno scherzo e la soluzione migliore è sempre quella di lasciarsi guidare da professionisti del settore che possano indirizzare verso una scelta più consapevole, cucita su misura, oltre che verso l’investimento più redditizio per le proprie esigenze.